Attualità
26 Marzo 2026
Attivazione prevista indicativamente a novembre 2026: la Ferrara-Ravenna sarà la prima a passare nella galleria. Intanto prosegue l'elettrificazione della Ferrara-Codigoro

Addio al passaggio a livello di via Bologna: tunnel al via in autunno

di Elena Coatti | 5 min

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Il conto alla rovescia per dire addio al passaggio a livello di via Bologna è partito. In autunno la Ferrara-Ravenna sarà deviata nel nuovo tunnel ferroviario e per Ferrara si aprirà una fase attesa da decenni: quella della ricucitura urbana tra quartieri finora separati dai binari e di una viabilità finalmente alleggerita in uno dei punti più critici della città.

È questo il cuore del nuovo assetto ferroviario e viario illustrato giovedì mattina nella sede di Fer in via Foro Boario, dove l’assessora regionale alla Mobilità e Infrastrutture Irene Priolo, il vicesindaco Alessandro Balboni e l’amministratore unico di Ferrovie Emilia-Romagna Gianluca Benamati hanno fatto il punto su un progetto iniziato nel 1999 e oggi entrato nella fase decisiva.

Al centro dell’intervento c’è il nuovo tunnel ferroviario, una galleria di circa 850 metri, destinato a ospitare le linee Ferrara-Ravenna-Rimini e Ferrara-Codigoro, insieme a una futura bretella di collegamento con la Ferrara-Suzzara che consentirà soprattutto ai treni merci di evitare l’ingresso in stazione, riducendo congestioni e tempi di percorrenza.

Il progetto prevede anche due nuove fermate interrate, in via del Bove e in piazzale Camicie Rosse, che rafforzeranno il collegamento urbano con l’ospedale di Cona.

“Dal gennaio di quest’anno siamo entrati nella fase dello spostamento delle linee nel tunnel”, ha spiegato Benamati. Una fase tutt’altro che semplice, che richiede il coordinamento di diversi soggetti, a partire da Rfi e dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, oltre a una serie di autorizzazioni tecniche e operative.

Il sistema infrastrutturale è ormai completo dal punto di vista strutturale, ma restano da completare allacciamenti, l’integrazione dei sistemi di controllo e le procedure di messa in esercizio. Un percorso complesso che coinvolge anche interruzioni programmate del traffico ferroviario nazionale.

Il progetto, dal valore iniziale di circa 66,8 milioni di euro, è stato finanziato con risorse statali (circa 40 milioni), regionali (15,4 milioni), di Rfi (7,7 milioni) e del Comune di Ferrara (4,4 milioni).

“Perché ci abbiamo messo 27 anni? Perché ci sono stati fallimenti di imprese, cambi normativi sugli appalti e anche la pandemia, che ha rallentato tutto tra il 2019 e il 2022 – ha spiegato Benamati -. L’accelerazione è arrivata dal 2023 e ci ha portato a completare la parte strutturale nel 2025”.

Tra gli obiettivi principali, oltre al miglioramento del nodo ferroviario, c’è la ricucitura urbana di quartieri densamente abitati e la soppressione dei passaggi a livello, in particolare quello di via Bologna, definito “un passaggio epocale per la città”.

A entrare nei dettagli tecnici è stato il direttore generale di Fer, Fabrizio Maccari. Il momento chiave sarà il primo weekend di novembre, quando verrà effettuato lo “switch” della linea.

In quei giorni la linea Ferrara-Ravenna verrà spostata definitivamente sotto il tunnel, con una temporanea interruzione del traffico ferroviario che coinvolgerà anche la stazione di Ferrara. “Da quel momento – ha spiegato Maccari – non ci sarà più il passaggio a livello di via Bologna”.

Contestualmente, partirà anche la fase finale dei lavori sulla Ferrara-Codigoro, il cui innesto nel tunnel richiede interventi delicati, in particolare sulla rampa di uscita, che non può essere completata finché la linea resta in esercizio. Il completamento della cosiddetta fase uno, con entrambe le linee del tunnel, è previsto per settembre 2027.

Un altro tassello fondamentale è l’elettrificazione della Ferrara-Codigoro, illustrata dall’ingegnere Angelo Ruffino. L’intervento, da 42 milioni di euro, riguarda 52 chilometri di linea e prevede tre nuove sottostazioni elettrice a Codigoro, Migliarino e Quartesana.

“Ci liberiamo finalmente del diesel che ha accompagnato pendolari e studenti negli ultimi decenni – ha spiegato -. Entriamo in una logica europea di interoperabilità: sarà possibile viaggiare da Bologna a Codigoro senza cambi, con treni elettrici, più confortevoli e sostenibili”.

Oggi la linea conta circa 1100 passeggeri al giorno, ma l’obiettivo è aumentare significativamente questi numeri grazie a un servizio più moderno, con meno emissioni e stazioni rinnovate.

Il prezzo da pagare sarà però un’interruzione prolungata del servizio ferroviario: dal 15 giugno 2026 al 15 settembre 2027, con autobus sostitutivi per garantire i collegamenti.

Ruffino ha inoltre sottolineato la necessità di intervenire sui numerosi passaggi a livello presenti lungo la linea – 37 pubblici e 18 privati – per migliorare regolarità e prestazioni del servizio.

Sul piano urbano il vicesindaco Balboni ha parlato di un’occasione storica per la città. “Siamo all’ultimo miglio – ha detto -. C’è un dialogo proficuo con cittadini e residenti e siamo pronti a intervenire per quanto di nostra competenza”.

L’area in superficie che verrà liberata dal tracciato ferroviario diventerà una “tavolozza bianca” su cui costruire nuovi spazi urbani. Il Comune ha già avviato una proposta di progetto che verrà presentata ai cittadini e prevede di investire circa un milione di euro tra opere e illuminazione.

A chiudere l’incontro è stata l’assessora regionale Priolo, che ha sottolineato il valore strategico dell’intervento. “È un’opera complessa che dimostra la capacità del sistema italiano di realizzare infrastrutture di qualità – ha affermato -. L’elettrificazione è un upgrade fondamentale: treni più performanti e maggiore qualità per i pendolari”.

Priolo ha poi evidenziato anche la collaborazione tra Fer e Rfi e il ruolo del progetto in una visione più ampia, che collega Ferrara e Ravenna e gli assi logistici regionali e nazionali.  “Investire sul ferro – ha concluso – è una delle scelte più importanti che possiamo fare, sia per le persone che per le merci”.

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