Nel mirino, in particolare, il Lido delle Nazioni. Nella zona compresa tra il Bagno Galattico e via del Lago, viene segnalata l’assenza quasi totale di cestini, con i primi contenitori disponibili solo alla fine di via Unione Sovietica. Una situazione che, secondo chi frequenta l’area, rende di fatto impossibile una corretta gestione dei rifiuti durante le giornate trascorse all’aperto.
Particolarmente delicata la situazione nelle pinete. Qui, raccontano alcuni cittadini, per mesi gruppi di volontari si sono organizzati autonomamente, posizionando bidoni acquistati di tasca propria e provvedendo alla raccolta dei rifiuti. Un’iniziativa che aveva contribuito a mantenere pulite diverse aree verdi, ma che recentemente si sarebbe interrotta dopo la rimozione dei contenitori.
Il risultato, secondo diverse testimonianze, sarebbe un rapido peggioramento delle condizioni: rifiuti abbandonati, difficoltà per i visitatori nel trovare punti di raccolta e un generale senso di trascuratezza. Episodi come quello di persone costrette a percorrere lunghi tratti con i rifiuti in mano pur di smaltirli correttamente vengono raccontati come emblematici del disagio.
Le criticità non riguardano solo Lido delle Nazioni. Segnalazioni analoghe arrivano anche da Lido di Pomposa, Lido degli Scacchi, Porto Garibaldi e Lido degli Estensi, dove alcune aree – tra cui moli e lungomare – sarebbero prive di un numero adeguato di cestini. Anche a Lido di Spina, in particolare nelle pinete vicino alle villette, viene descritta una situazione di crescente abbandono.
Molti cittadini ricordano come, fino a poco tempo fa, la presenza di cestini fosse più capillare, ad esempio in prossimità delle panchine o lungo i percorsi più frequentati. Oggi, denunciano, questa rete appare ridotta, con inevitabili ripercussioni sulla pulizia.
Il tema sollevato non è solo quello del decoro, ma anche della gestione complessiva del servizio: i cittadini chiedono maggiore chiarezza sulle scelte adottate e sugli eventuali cambiamenti organizzativi che hanno portato alla riduzione dei contenitori.
Senza accusare direttamente responsabilità specifiche, il malumore è evidente: “Non si può chiedere ai cittadini di comportarsi correttamente se mancano gli strumenti per farlo”, è il commento ricorrente.
L’auspicio, condiviso da molti, è che si possa arrivare in tempi brevi a un confronto costruttivo con gli enti e i gestori del servizio, per ripristinare condizioni adeguate soprattutto in vista della stagione turistica ormai alle porte. Nel frattempo, tra chi continua a impegnarsi volontariamente per mantenere pulite le aree verdi, cresce una domanda semplice ma urgente: chi deve occuparsi, oggi, della pulizia di questi luoghi?