Economia e Lavoro
25 Marzo 2026
Oggi nella sala Conferenze della Camera di Commercio un convegno organizzato da Ferrara Sviluppo Imprese, Cna, Confartigianato, Confcooperative

La sfida delle imprese ferraresi: continuità e ricambio generazionale

di Redazione | 4 min

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di Andrea Pieroni

Ferrara si trova oggi di fronte a una delle sue più grandi sfide economiche: il ricambio generazionale delle imprese. Un fenomeno alimentato dall’invecchiamento dell’imprenditorialità e da crescenti difficoltà nel garantire continuità alle attività produttive sul territorio. Per affrontare questa criticità, è fondamentale attivare strumenti e politiche mirate a favorire il passaggio di testimone tra le generazioni e a stimolare la nascita di nuove realtà aziendali.

Nella sala Giunta della Camera di Commercio di Ferrara, è stato presentato un convegno dal titolo “Ricambio generazionale – Come dare continuità e far crescere le imprese” che si svolge il 25 marzo alle ore 16 nella sala Conferenze della Camera di Commercio e si inserisce in un percorso più ampio di iniziative avviate da Ferrara Sviluppo Imprese. L’obiettivo è promuovere una visione condivisa e strumenti per rafforzare la continuità, lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo locale, mettendo al centro il tema del ricambio generazionale.

La proposta è quella di stimolare un dibattito costruttivo e di creare sinergie tra imprenditori, con l’intento di trasformare questa criticità in un’opportunità di crescita. Tra le strategie individuate vi sono percorsi di affiancamento tra imprenditori senior e giovani aspiranti o subentranti, oltre a iniziative volte a favorire la nascita di nuove imprese attraverso accompagnamento e accesso agevolato al credito.

Il presidente di Ferrara Sviluppo Imprese, Davide Bellotti, ha evidenziando come, prima di questa iniziativa, il tema del ricambio fosse poco affrontato in modo strutturato. “Abbiamo voluto mettere a fuoco strumenti concreti per aiutare le imprese a superare questa fase delicata”, ha dichiarato. “Un problema controverso, che si manifesta con numeri importanti; negli ultimi dieci anni, circa 5.000 imprese ferraresi hanno cessato l’attività, con un calo significativo anche nel comparto artigiano circa 1.159 imprese in meno, il 12,7% dell’intera articolata realtà artigiana locale” -continua Bellotti-.

“Dati allarmanti che riflettono un trend di invecchiamento degli imprenditori, con un’altissima percentuale di titolari di imprese oltre i 55 anni e una presenza scarsissima di giovani imprenditori sotto i 35 anni – continua Paolo Cirelli, segretario Confartigianato Ferrara -. Solo il 7% degli artigiani ferraresi rientra nella fascia dei giovani, mentre la fascia più numerosa è quella degli over 55. Secondo le analisi, questa situazione aumenta purtroppo con il passare del tempo. Nel 2017, le imprese con imprenditori anziani hanno superato di gran lunga quelle condotte da giovani, segnando una “forbice” preoccupante. A questo si aggiunge la crisi demografica,-spiega Cirelli- il calo di imprese giovani e l’aumento di imprenditori in età avanzata pongono le basi per un futuro incerto. Solo il 3,1% delle imprese ferraresi prevede di tramandare l’attività ai figli o ai nipoti, e l’ 82,8% delle aziende sono di natura familiare, con tutte le fragilità legate alla continuità di gestione.

Ruggero Villani, direttore generale Confcooperative, specifica che le ragioni di questa stagnazione sono molteplici. Tra le principali, le difficoltà nell’accesso al credito, la mancanza di competenze manageriali tra i successori e le complicazioni burocratiche e finanziarie, con un evidente “gap” tra chi ha un’eredità imprenditoriale significativa e chi, invece, si trova in condizioni di fragilità.

“Ferrara Sviluppo Imprese ha inteso affrontare questa complessità mediante una strategia multi-soluzione, con il coinvolgimento di Confcooperative e Confartigianato. Insieme, si sono sviluppati strumenti concreti per facilitare il passaggio generazionale”, -va avanti Villani- tra cui il cosiddetto “workers buy-out”, un sistema di imprese che vengono trasferite ai dipendenti o ai lavoratori, che così possono diventare soci della cooperativa e portare avanti l’attività. Già più di 40 casi di successo nella regione “Romagna-Estense” testimoniano la validità di questa formula. Altre soluzioni riguardano l’aggregazione cooperativa tra artigiani e piccole imprese; la costituzione di cooperative di settore permette di raggiungere dimensioni più sostenibili e di affrontare meglio i mercati competitivi. Strumenti finanziari come i fondi legati alla legge Marco del 1985, la cooperazione finanziaria, il fondo sviluppo cooperativo e il ruolo delle banche di credito cooperativo rappresentano un concreto aiuto economico-finanziario da sfruttare”.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di collaborazione tra le diverse associazioni di categoria, che si traducono in una vera e propria rete territoriale capace di rispondere ai bisogni delle imprese con soluzioni concrete e condivise.

Ruggero Villani ha poi ricordato come, pur con strumenti all’avanguardia, spesso le imprese non sfruttano il potenziale delle risorse disponibili perché mancano di informazioni, di figure di supporto e di iniziative condivise.

“Nel quotidiano abbiamo imprenditori che si sentono soli e vivono male in questo periodo; questo convegno ha lo scopo di far capire che il territorio non lascia da sole le imprese – interviene Jessica Morelli, presidente di Cna Ferrara -. In quest’ottica, l’obiettivo di Ferrara Sviluppo Imprese e delle associazioni di categoria è duplice: da un lato, incoraggiare l’uso di strumenti disponibili e diffondere la cultura del ricambio generazionale; dall’altro, promuovere forme di cooperazione e aggregazione che possano rafforzare la competitività del territorio e non perdere il patrimonio di saperi delle proprie imprese”.

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