A Ferrara e in Emilia-Romagna la vittoria del No al referendum sulla giustizia viene letta come un segnale netto a difesa della Costituzione e dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. Una posizione condivisa, pur con accenti diversi, da esponenti politici e civili che rivendicano il risultato come frutto di consapevolezza e partecipazione.
Tra le voci c’è quella dell’avvocato e consigliere comunale Fabio Anselmo, che parla apertamente di “paura” ed “emozione” per l’esito di un Referendum che prima dell’apertura delle urne sembrava tutt’altro che scontato: “Abbiamo vinto. La Costituzione è salva e non verrà toccata”. Secondo Anselmo, la campagna referendaria ha giocato molto sulla percezione del cambiamento, rendendo il No apparentemente una scelta conservativa: “La comunicazione è stata diabolica, perché votare No sembrava voler mantenere uno status quo che non piace a nessuno”.
Un risultato che, per il legale ferrarese, ha però un significato profondamente politico: “Dire che il referendum non ha valore politico è falso. Qui si parlava dell’equilibrio dei poteri e del rischio di subordinare la magistratura all’esecutivo”. Da qui anche una riflessione più ampia sulla società: “È una vittoria di tutti, non di una parte. Ma dobbiamo dirci che non saremmo mai dovuti arrivare a correre un rischio simile”.
Linea simile quella di Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Regione: “Ha vinto il senso di responsabilità dei cittadini. È stata fermata una riforma sbagliata nel metodo e nel merito”. Calvano sottolinea come il risultato assuma un valore particolare proprio nei territori: “In Emilia-Romagna e nei capoluoghi il segnale è ancora più chiaro. Anche a Ferrara il No prevale con decisione, nonostante l’impegno del centrodestra e la presenza di esponenti del Governo a sostegno del Sì”.
Per il dem, il messaggio è soprattutto politico: “Le riforme costituzionali non si fanno senza confronto. Servono ascolto e condivisione, non forzature”.
A rivendicare il risultato è anche il Movimento 5 Stelle, che evidenzia il dato locale: in città il No supera il 55%, mentre a livello provinciale il Sì prevale di misura. “Ferrara dimostra di saper difendere i propri diritti costituzionali”, sottolineano i pentastellati, attribuendo parte del risultato al lavoro sul territorio, tra banchetti informativi e campagne di sensibilizzazione.
Secondo il M5S, il voto rappresenta una risposta chiara al tentativo di intervenire su equilibri delicati: “I cittadini hanno capito che l’indipendenza della magistratura è un presidio fondamentale, soprattutto per chi non ha potere. Ha vinto chi vuole migliorare la giustizia senza piegarla alla politica”.
“Oggi torniamo a respirare – ha detto Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) -. Ha vinto il No. Ha vinto la Costituzione così come l’hanno scritta i reduci dalla Resistenza. Ha vinto l’idea che la giustizia debba restare autonoma dal potere politico”.
Per Fiorentini il voto nel Comune di Ferrara, dove il No ha vinto con il 55,41%, è un “messaggio forte”. Un messaggio che “parla di una città viva, consapevole, che non si è fatta ingannare dalla propaganda sulla cosiddetta separazione delle carriere dietro la quale si nascondeva invece l’ingerenza della politica sulla giurisdizione”.
E di questo “non saranno contenti i due maggiori esponenti della destra in città”: il sindaco, “distratto dai concerti comprati a caro prezzo”, e il senatore Balboni.
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