Nuovo concerto della rassegna Ferrara Cameristica mercoledì 25 marzo alle 17.30 nella cornice di Palazzo Roverella, a cura degli studenti dei Conservatori Frescobaldi di Ferrara e del Venezze di Rovigo, che anche quest’anno collaborano nella rassegna di musica da camera, ospitata in gran parte dal Circolo dei Negozianti di Ferrara.
Il programma del concerto dal titolo “Classico e Neoclassico” attraversa epoche e linguaggi differenti, offrendo un affascinante percorso nella musica da camera tra Novecento e classicismo, in cui la varietà degli organici e delle scritture mette in luce molteplici possibilità espressive. Ad aprire il concerto è il Trio per clarinetto, fagotto e pianoforte di Nino Rota, compositore noto al grande pubblico soprattutto per le sue celebri colonne sonore, ma autore anche di un vasto catalogo cameristico di grande raffinatezza. In questo Trio emerge una scrittura elegante e comunicativa, capace di fondere suggestioni neoclassiche con una vena melodica immediata e riconoscibile. I tre movimenti delineano un percorso ricco di contrasti: l’Allegro iniziale si distingue per vivacità e brillantezza dialogica tra gli strumenti; l’Andante centrale rivela un carattere più lirico e cantabile, mentre l’Allegrissimo conclusivo chiude con slancio, leggerezza e spirito giocoso.
Il programma prosegue con una pagina di Wolfgang Amadeus Mozart, “Giovinette che fate all’amore”, proposta in una versione per contrabbassi che ne esalta il carattere ironico e teatrale. Questo brano, tratto dal repertorio operistico mozartiano, testimonia la straordinaria capacità del compositore di unire eleganza formale e immediatezza espressiva, offrendo al tempo stesso un momento di freschezza e leggerezza all’interno del programma.
Segue l’Adagio e Fuga in do minore K. 546, sempre di Mozart, pagina intensa e di grande rigore contrappuntistico. Originariamente concepita per organo e successivamente trascritta per quartetto d’archi, l’opera rappresenta uno degli esempi più significativi dell’interesse mozartiano per lo stile severo. L’Adagio iniziale, dal carattere drammatico e solenne, introduce la Fuga, costruita su un tema incisivo e sviluppata con grande maestria, in un equilibrio perfetto tra tensione espressiva e chiarezza formale.
Il concerto si conclude con il Quintetto per pianoforte e archi op. 57 di Dmitrij Šostakovič, uno dei capolavori della musica cameristica del Novecento. Composto nel 1940, il Quintetto riflette la complessità del linguaggio del compositore russo, in bilico tra tradizione e modernità. I cinque movimenti offrono un’ampia gamma di atmosfere: dal Preludio, introspettivo e sospeso, alla Fuga, di rigorosa costruzione contrappuntistica; dallo Scherzo, vivace e ironico, all’Intermezzo, profondamente lirico, fino al Finale, che alterna leggerezza e ambiguità espressiva. Nel suo insieme, il programma costruisce un dialogo tra epoche e stili, mettendo in relazione la chiarezza formale del classicismo, la cantabilità novecentesca di Rota e la profondità espressiva di Šostakovič, offrendo al pubblico un’esperienza ricca e articolata nel segno della grande musica da camera.
Protagonisti gli studenti: Filippo Arato clarinetto, Marina Martelli fagotto, Matteo Carnuccio pianoforte, Danny Vommaro e Yi Kexin contrabbassi, Sofia Vespignani e Ludovica Borghese violini, Costanza Bellagamba viola, Filippo Garcia violoncello, Ilaria Scopigno e Francesca Biondi violini, Elisa Facchini viola, Luca Talassi violoncello, Ye Zhenbo pianoforte.
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