Basket
23 Marzo 2026
Deluso il coach biancazzurro per un’altra sconfitta: “Quando è finita la benzina, le idee si sono annebbiate”. Poi lancia l’allarme: “Preoccupato per gli infortuni, alcuni dureranno fino a fine stagione”.

Adamant-Chiusi, Sacco: “Dovevamo amministrare meglio, ma è difficile a rotazioni corte”

di Redazione | 2 min

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di Nicolò Govoni

È un coach Sacco quasi inerme dopo la brutta sconfitta dell’Adamant in una partita che sembrava chiusa a metà terzo quarto: l’allenatore ferrarese fa adesso i conti con un colpo difficile da digerire, una squadra ridotta all’osso dagli infortuni e con il morale da risollevare.

“Finché abbiamo avuto benzina siamo stati in campo, in attacco e in difesa. Quando la benzina scarseggia, allora viene meno anche l’ossigeno. Non eravamo nelle condizioni ideali per affrontare questa gara, ma era necessario amministrare il buon vantaggio costruito. Invece, abbiamo accelerato come se fossimo stati in svantaggio, e questo è stato determinato dalle idee che si sono annebbiate”.

“Nel primo tempo, Marchini, pur in condizioni fisiche pessime, ha dato un contributo molto importante: ma era impossibile metterlo in campo nella ripresa, così ci è mancato come riferimento offensivo. Abbiamo continuato con un quintetto composto da due ali e due lunghi, non avevamo alternative, soprattutto quando poi si è fatto male anche Pierotti. Era tutto sballato”.

“Inizia a preoccuparmi che mezza squadra infortunata”, avverte Sacco. “Alcuni stanno affrontando problemi fisici pesanti, che andranno fino a fine stagione. Sicuramente abbiamo preparato al meglio la partita, e con un quintetto logico abbiamo lavorato al meglio”.

“I cinque liberi sbagliati nel finale sono da inserire in un contesto di errori più ampio, cioè la parabola discendente del secondo tempo, con un quintetto inventato al momento e poca benzina che fa commettere errori”. Il dato principale: “Nel supplementare abbiamo segnato un solo punto in cinque minuti, senza attaccare il ferro e prendendo solamente tiri da tre con poco senso”.

“C’è la necessità di avere in campo qualcosa che funziona: la squadra strutturata con un senso logico in campo era avanti di ventidue punti, con pieno merito e senza rubare niente. Se si rompe il meccanismo e non ci sono i pezzi di ricambio, la macchina si ferma. Spero di recuperare prima di tutto i ragazzi che si sono acciaccati questa sera, perché so che gli altri non li recupererò”.

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