Non ci sta Nicola “Naomo” Lodi e affida ai social una risposta dal tono tutt’altro che dimesso agli ultimi articoli pubblicati da Estense.com. Una replica che mescola ironia, affondi e una buona dose di sarcasmo, con tanto di stoccata finale in stile “consiglio non richiesto”.
L’ex vicesindaco parte subito all’attacco, definendo i due pezzi “puro gossip risalente al 2020”, rimaneggiato – scrive Lodi – con “voli pindarici degni della penna affilata di Marco Zavagli”. E rincara la dose con una battuta: “Non Novella 2000 ma Novella 2020”.
Nel mirino dell’ex vicesindaco ci sono in particolare le chat con il consigliere Luca Caprini (Civica Fabbri), finite al centro degli articoli. Secondo Lodi, infatti, non ci sarebbe nulla di nuovo né tantomeno di penalmente rilevante: “Queste chat sono state acquisite nel 2020 dalla procura, tramite sequestro dei dispositivi di Caprini. Non ci hanno mai trovato niente. L’indagine fu archiviata”.
Una precisazione che punta a smontare l’impianto narrativo degli articoli, nei quali si riportano conversazioni in cui si parla del vicecommissario della Digos Alessandro Chiarelli, descritto come figura “scomoda” nelle chat tra i due.
Lodi ridimensiona il contenuto di quei messaggi: “Era una chat in cui io e Caprini ci lamentavamo di come Chiarelli gestisse certi interventi di ordine pubblico. Non si tratta di ‘maneggi’ per farlo trasferire: sono lamentele di due persone“.
E sottolinea la differenza, tutta politica (e comunicativa), tra opinioni espresse in privato e presunte pressioni operative: “Che è ben diverso dal fare manovre concrete”.
Ma il passaggio più politico della replica riguarda l’utilizzo di quelle chat nel procedimento per il presunto dossieraggio ai danni dell’ex consigliera Anna Ferraresi.
Secondo Lodi, sarebbe stata una scelta della difesa della stessa Ferraresi – rappresentata dagli avvocati Fabio Anselmo e Bernardo Gentile – a “riesumare” materiale già archiviato: “Anselmo ha preso queste chat – appartenenti a un procedimento archiviato – e le ha fatte confluire nel processo Lodi-Ferraresi. Per coprire l’assenza di prove contro di me”.
Un’accusa diretta, che ribalta la prospettiva emersa nell’udienza del 20 marzo, dove la difesa ha invece parlato di un “inquietante e ossessivo interesse” nei confronti della stessa Ferraresi, citando scambi frequenti di messaggi e immagini.
Non manca, nella replica social, una chiusura in perfetto stile Lodi. Se gli articoli parlano di una presunta “ossessione” nei confronti di Ferraresi, lui ribalta la narrazione con una battuta: “Fossi in estense.com, riformulerei il titolo. Non ‘Lodi ossessionato dalla Ferraresi’, ma ‘Anselmo ossessionato da Lodi‘”. E subito dopo precisa: “Anche questo è un consiglio, non sto facendo maneggi per far cambiare il titolo”.
Resta così sullo sfondo la vicenda giudiziaria che tornerà in aula il prossimo 13 maggio, tra accuse di dossieraggio, chat, testimonianze e ricostruzioni contrapposte. Nel frattempo, il terreno dello scontro si conferma anche quello mediatico. E qui, almeno per ora, la partita si gioca a colpi di post, titoli e – come direbbe lo stesso Lodi – “penne affilate”.
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