Lettere al Direttore
22 Marzo 2026

Il patrimonio cittadino è un bene da proteggere

di Redazione | 2 min
Scrivo per esprimere il mio profondo dissenso sulla gestione degli spazi pubblici che, in questo fine settimana, sembra aver toccato un punto di non ritorno. Ferrara, città rinascimentale per eccellenza, appare ormai ridotta a un “grande paesone di provincia”, una scenografia intercambiabile per sagre e mercati che nulla hanno a che fare con la sua storia e la sua dignità architettonica.
Ciò che desta maggiore amarezza è la sistematica occupazione dei luoghi più sensibili. Come è possibile permettere che il cuore della città, a partire da Piazza Duomo, venga invaso e recintato per giorni per ospitare la festa di una radio commerciale? Vedere uno dei complessi monumentali più preziosi d’Europa ridotto a platea per logiche di puro intrattenimento privato svilisce l’immagine della nostra città e ne compromette la fruibilità.
Non meno grave è la situazione di Piazza Ariostea. Quello che dovrebbe essere il luogo d’elezione per lo svago delle famiglie e il gioco dei bambini è stato trasformato in una sorta di “Circo Massimo del cibo”. Con la festa irlandese, un intero quadrante monumentale viene consegnato alla logica del consumo di massa, snaturando completamente la funzione sociale e di respiro di una delle piazze più belle d’Italia.
Sebbene questi eventi attirino flussi di persone, dobbiamo chiederci quale sia il vero prezzo da pagare. Se trasformiamo il centro storico in una fiera permanente e le nostre piazze monumentali in aree ristoro, cosa resta dell’anima di Ferrara? Una città di tale caratura meriterebbe una programmazione culturale all’altezza della sua storia, non una rincorsa al “mordi e fuggi” che ne svilisce l’immagine e calpesta il rispetto per i suoi luoghi.
È tempo che l’Amministrazione torni a considerare il patrimonio cittadino come un bene da proteggere e non come una superficie da mettere a rendita per ogni tipo di manifestazione.
Andrea Vinci
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