Attualità
21 Marzo 2026
Tra transenne e controlli calano i clienti: “Marzo e Pasqua compromessi”. Disagi anche per fornitori e timori per vibrazioni e rumore nel cuore storico della città

Piazza chiusa per il concerto. “Mancano visibilità e fatturato”

di Pietro Perelli | 3 min

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Un fatturato che tende allo zero, nessun cliente di passaggio che si ferma alla vetrina e unica àncora di salvataggio sono gli affezionati che si fanno spedire gli ordini.

Una situazione difficile quella che ci racconta Paolo Pesaro, titolare dell’omonimo negozio. “Se manca la visibilità – ci dice – manca anche il fatturato”. I portici a lato della Cattedrale sono chiusi, delimitati dalle transenne verso la piazza e all’ingresso, venerdì 20 marzo, c’è un uomo della sicurezza che fa passare solamente chi gli indica un negozio in cui andare.

“Hanno trasformato piazza Trento Trieste in un vicolo”, continua Pesaro raccontando la fatica fatta in mattinata per raggiungere la propria attività. La stessa fatica che fanno anche i clienti, e infatti non arrivano. “D’accordo essere di Serie A, mi sembra però che si stia esagerando”, continua, raccontando che in mattinata una transenna con la scritta Battiti Live bloccava completamente il passaggio per arrivare al negozio.

“Il bello di una piazza è che la puoi attraversare” e invece per un mese intero, un mese clou, i negozi sotto i portici non avranno la possibilità di fruire del passeggio.“Io perdo – ci dice – tutto il mese di marzo, mese di cambio stagione, e perdo la Pasqua”. La piazza è recintata dal 3 marzo e la chiusura del cantiere è prevista per il 4 aprile, il giorno prima di Pasqua.

In vetrina, in attesa di essere venduti, anche alcuni costumi, “sono cose che si vendono con il passaggio mentre ora siamo fermi”. Sono appesi a dei manichini e ai loro lati sono appoggiati dei tubi allestimento vetrina per sostenere i capi esposti che, nella notte, dopo le prove a musica alta, sono caduti e questa mattina Pesaro li ha sistemati prima di aprire il negozio.

Gli alti volumi fanno vibrare le vetrate, al piano di sopra si sentono i lampadari e il pavimento vibrare appena fanno partire la musica e ancora non sono stati raggiunti i decibel che si raggiungeranno durante i concerti. Preoccupa la tenuta degli intonaci di una struttura che conta secoli di storia, non è un caso se alcuni studiosi, come ricordato dall’architetto Romeo Farinella, ritengano “livelli sonori molto elevati e vibrazioni potenzialmente dannose per strutture storiche”.

Delude poi il non essere stati avvisati, o per lo meno non aver ricevuto una nota ufficiale da parte dell’amministrazione sulla chiusura degli spazi e dei possibili disagi. Disagi che oltre ai clienti riguardano anche i fornitori. “Qualche giorno fa doveva arrivare un corriere – spiega Pesaro – che però non è riuscito neanche ad accostarsi davanti alla Cattedrale dove oltre al tir per la stazione radiofonica c’erano ce n’erano altri due parcheggiati per l’allestimento”.

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