“Sopprimere 22 sedi tra le corti di giustizia tributaria non è la strada giusta. Il rischio concreto è quello di indebolire il presidio di legalità sul territorio e di creare maggiori difficoltà per cittadini e professionisti”. Lo afferma Cosimo Maria Ferri, presidente della Commissione Status del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, in merito al piano di revisione della geografia giudiziaria tributaria attualmente in discussione, che riguarda anche Ferrara.
“La riduzione dei costi non può tradursi in un sacrificio dei diritti. La giustizia deve restare accessibile, anche in un settore delicato come quello tributario, che incide direttamente sulla vita di imprese e contribuenti” dice. “A titolo esemplificativo, alcune ipotesi di accorpamento evidenziano criticità – prosegue – in diversi territori: dal caso di Massa-Carrara, dove l’accorpamento con Lucca rischia di creare difficoltà per ampie aree territoriali; al caso di Rimini, realtà economicamente dinamica in cui il numero contenuto di ricorsi può rappresentare un elemento di efficienza e non di marginalità; e al caso di Pordenone, dove l’eventuale accorpamento con Udine comporterebbe distanze significative, fino alle altre sedi coinvolte dal piano di revisione su tutto il territorio nazionale, con il rischio di aumentare le distanze e rendere più complesso l’accesso alla giustizia”.
“È una questione di impostazione generale, il sistema della giustizia tributaria è oggi in una fase di transizione e l’organico della magistratura tributaria non è ancora definito” aggiunge. “Intervenire ora con tagli strutturali rischia di produrre effetti negativi e difficilmente reversibili. Per questo è necessario rinviare la ridefinizione della geografia giudiziaria a un momento successivo, quando il sistema sarà pienamente definito e sarà possibile assumere decisioni basate su dati aggiornati e su un quadro organizzativo stabile” evidenzia il presidente.
“Intervenire ora con tagli strutturali rischia di produrre effetti negativi e difficilmente reversibili. Per questo è necessario rinviare la ridefinizione della geografia giudiziaria a un momento successivo, quando il sistema sarà pienamente definito e sarà possibile assumere decisioni basate su dati aggiornati e su un quadro organizzativo stabile” sottolinea Ferri. “La riforma – chiude – deve puntare a migliorare l’efficienza, ma senza perdere di vista la prossimità della giurisdizione e la tutela effettiva dei cittadini. Il presidio territoriale della giustizia non può essere indebolito”.
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