di Gruppo Commercianti Copparo
Leggiamo con un misto di stupore e amarezza le dichiarazioni della Fiab nell’articolo del 19 marzo. Definire “semplicistico” il timore dei commercianti sulla riduzione dei parcheggi non è solo un errore di valutazione, ma una mancanza di rispetto verso chi, in quella piazza, rischia ogni giorno il proprio capitale e il lavoro dei propri dipendenti.
È troppo facile sventolare studi internazionali quando non si deve far quadrare il bilancio a fine mese. La “città ideale” sognata dai teorici della mobilità non può e non deve cancellare la “città reale”. A Copparo, biciclette e automobili hanno sempre convissuto felicemente, e devono continuare a farlo in un ecosistema sociale che non è un freddo spazio architettonico, ma il cuore pulsante dei servizi.
Stiamo parlando di una piazza su cui gravitano una scuola elementare con 250 alunni, servizi critici come tre banche, due farmacie e due ottici, un presidio culturale come il teatro, un’edicola storica, un tabaccaio, un bazar, ben cinque bar/caffetterie, tre agenzie immobiliari, due ferramenta, due gioiellerie, due bancomat e diversi studi professionali oltre che abitazioni.
Vogliamo ricordare alla Fiab che Copparo ha già fatto la sua parte: la superficie pedonale tra Piazza della Libertà e Via Roma (ulteriormente ampliata con il Progetto Rigenera) è già di gran lunga superiore all’area destinata alla sosta nell’adiacente Piazza del Popolo. Il “polmone” per il passeggio esiste già; togliere i parcheggi centrali significa solo asfissiare le attività rimaste.
I dati, quelli veri e locali, smentiscono le teorie: la chiusura forzata della piazza durante i cantieri ha causato crolli degli incassi fino al 40%. Non sono numeri astratti, sono posti di lavoro in bilico. Inoltre, non dimentichiamo che Copparo vanta una delle popolazioni più anziane d’Italia: cittadini che hanno il diritto di accedere ai servizi e che, per ovvie ragioni anagrafiche, non possono sempre muoversi in bicicletta.
Chiediamo che la ristrutturazione venga completata come promesso, ripristinando i parcheggi centrali. Basta con le imposizioni ideologiche: serve un pragmatismo che tuteli la vitalità commerciale e il diritto alla mobilità di tutti.
Cara Fiab, a Copparo c’è posto per tutti: pedoni, ciclisti e, sì, anche per le auto dei clienti.