A oltre quarant’anni da una ferita ancora aperta nella storia repubblicana, Ferrara si ferma per riflettere su lavoro, partecipazione e memoria. Lunedì 23 marzo, alle ore 18, l’Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Ferrara ospita l’incontro “La concertazione come metodo innovativo di costruzione delle politiche nel mondo del lavoro. Storia e attualità”.
L’iniziativa è promossa da Cisl Ferrara, Fondazione Enrico Zanotti, Accademia, Centro culturale L’Umana Avventura, Student Office Ferrara e ha il patrocinio dell’Università degli Studi di Ferrara e del Comune. Un appuntamento che non è solo accademico, ma profondamente civile. Al centro, la figura di Ezio Tarantelli, economista e docente universitario, ucciso nel 1985 dalle Brigate Rosse nel parcheggio della Sapienza di Roma. Il suo contributo al dibattito sul lavoro e sulla concertazione resta ancora oggi un riferimento imprescindibile.
A confrontarsi saranno Luca Tarantelli, figlio dell’economista, ed Emanuele Massagli, presidente della Fondazione Tarantelli. Un dialogo che intreccia memoria e attualità, riportando al centro il valore del confronto tra le parti sociali come strumento di costruzione delle politiche pubbliche.
“In un tempo segnato da trasformazioni profonde del lavoro e della rappresentanza – sottolinea il Segretario Generale della Cisl Ferrara, Giuseppe Tagliavia – il sindacato è chiamato a essere non solo interprete degli interessi dei lavoratori, ma anche soggetto culturale. Un attore radicato nei valori della partecipazione e del dialogo, capace di alimentare il dibattito cittadino e di misurarsi con la storia per leggere il presente e orientare il futuro. Ricordare Tarantelli significa riaffermare la centralità del confronto e respingere ogni forma di violenza come risposta ai conflitti sociali”.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di riflessione sul ruolo della concertazione, oggi più che mai attuale di fronte alle sfide della transizione economica e sociale. Ferrara, ancora una volta, prova a tenere insieme memoria e prospettiva, nel segno di un dialogo che non smette di interrogare il presente.
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