Attualità
20 Marzo 2026
Invio a fine febbraio senza confronto preventivo: sopralluogo a cantiere già avviato. L’ente chiede cautela mentre prosegue il dibattito su eventi e tutela del patrimonio

Palco in Trento Trieste. La Soprintendenza avvisata all’ultimo

di Redazione | 2 min

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È arrivata in ritardo, senza il rispetto dei tempi previsti, la richiesta alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ferrara per l’allestimento del palco in piazza Trento e Trieste e il posizionamento della stazione radiofonica attraverso un bilico parcheggiato davanti alla Cattedrale.

La richiesta è stata inviata il 24 febbraio, mentre gli uffici della Soprintendenza l’hanno protocollata il 27 dello stesso mese, riuscendo a inviare un loro funzionario solamente quando il perimetro di piazza Trento e Trieste era già recintato. Sul sagrato della Cattedrale, invece, non era ancora arrivata la stazione radiofonica installata su un tir lì parcheggiato. Normalmente i tempi sono di 90 giorni per chiedere un parere.

L’invio del 24 febbraio, come si legge nella missiva, non è neanche stato preceduto da una condivisione con l’ufficio della tipologia degli allestimenti e di quanto sarebbero durati. Solo con la richiesta inviata il 24 febbraio la Soprintendenza ha scoperto quindi che l’inizio dei lavori era previsto per il 3 marzo e la fine per il 4 aprile.

La Soprintendenza, con la lettera inviata al Comune, non si esprime direttamente in merito all’evento, alle dimensioni del palco o alle tempistiche di montaggio e smontaggio. Si limita a prendere atto della documentazione che le è stata inviata e raccomanda la massima cautela, riservandosi di verificare, sia in corso d’opera che al termine della manifestazione, eventuali danni al patrimonio culturale.

Quella della Soprintendenza è una lettera che, seppur pacata nei toni, non butterà certo acqua sul fuoco dopo i numerosi interventi di architetti, intellettuali e associazioni culturali che in questi giorni hanno criticato la scelta di ospitare questo evento. Una scelta costata al Comune, attraverso il Teatro Comunale, 600mila euro che, nella visione dell’amministrazione, dovrebbero portare una notevole visibilità a Ferrara.

C’è stato chi, come l’associazione ‘Umanità’, ha scritto direttamente all’Unesco, nel tentativo di salvaguardare gli edifici e gli spazi storici della città di Ferrara.

A mettere in guardia sul rischio di perdere il riconoscimento di patrimonio Unesco era stato l’architetto e professore di Unife Romeo Farinella, ricordando i casi di Dresda e Liverpool.

Molte, insomma, le visioni contrapposte a quelle dell’amministrazione su come dare lustro alla città di Ferrara, c’è chi ha sostenuto si sia superato ogni limite. E chi come Diego Marani ha dipinto il palco come un catafalco, “ennesimo tempio dell’adorazione del vuoto”.

Nel frattempo, oggi, iniziano gli eventi che si protrarranno per l’intero fine settimana e anche per quello successivo.

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