Attualità
22 Marzo 2026
Intervento di Giovanni Fioravanti a tutela del centro storico e rispetto per il patrimonio e dei cittadini

Piazza Trento Trieste non è negoziabile

di Redazione | 3 min

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Definire cosa sia una città non è semplice. Non esiste un concetto standardizzato di città. Paesi diversi, lingue diverse e culture diverse fornisco contesti diversi per la definizione di città. La città è una totalità complessa di storie individuali e collettive che concorrono a scriverne e a descriverne la biografia. Non è mai la semplice somma di un luogo geografico con la sua parte di umanità residente, ma un intreccio di relazioni, memorie, aspirazioni. La relazione di ciascuna persona con la propria città non può essere relegata alla sola dimensione privata, all’interazione di singoli utenti con uno spazio organizzato in modo disgiunto dal valore umano di chi la città costituisce, ma è sempre politica, culturale, affettiva.

La città è capitale identitario, eredità di elementi formali e informali accumulati nel tempo della sua storia, che ne determinano l’essenza e lo scopo come impresa collettiva, la cui qualità incide in modo significativo sul senso di appartenenza dei suoi cittadini.

Agesilao, che fu re di Sparta, racconta che la vera muraglia della città era costituita dalla potenza dei suoi abitanti, quella che oggi chiameremmo capitale umano, un capitale che è al tempo stesso individuale e collettivo, materiale e simbolico.

Ciò che oggi pare mancare alla nostra città è proprio questa muraglia, la potenza dei suoi abitanti, il suo capitale umano. Capitale che tace o che acconsente all’uso improprio della città che da anni l’attuale amministrazione con cieca tenacia continua a perseguire stravolgendo l’identità stessa della città e quindi dei suoi cittadini. Per quanto mi riguarda è una violenza inaccettabile, per altri o è indifferente o addirittura benvenuta.

Un profondo sconcerto e una crescente preoccupazione mi suscita la collocazione di un maxi palco e di strutture tecniche in Piazza Trento Trieste, a ridosso della Cattedrale e del suo campanile, nel cuore del centro storico. Questa scelta, oltre a deturpare visivamente uno spazio di straordinario valore storico e artistico, solleva questioni concrete di tutela del patrimonio, sicurezza, viabilità, decoro urbano e rispetto per i residenti e per le attività commerciali che vivono quotidianamente la piazza. L’installazione di strutture così invasive in un contesto così delicato richiede trasparenza, motivazioni chiare e, soprattutto, un confronto pubblico preventivo con la cittadinanza e con gli enti preposti alla tutela dei beni culturali. La tutela del patrimonio non è un optional amministrativo: è un obbligo civico e istituzionale che riguarda tutti i cittadini di Ferrara e le future generazioni.

Ferrara è una città che vive del suo patrimonio: non possiamo accettare che interessi contingenti o scelte organizzative improvvisate mettano a rischio ciò che rende unica la nostra comunità. Per quanto mi riguarda mi sento offeso come cittadino da una Amministrazione che in più occasioni ha dimostrato disinteresse per la storia della città e per i suoi cittadini, vedi, non ultimo, il caso del grattacielo.

Giovanni Fioravanti (già presidente della Circoscrizione Centro, quando c’erano…)

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