Bondeno. Si è chiusa formalmente a Bondeno, mercoledì sera, la campagna referendaria per la riforma della giustizia con la presenza alla sala 2000 del senatore Alberto Balboni, presidente della 1° Commissione Affari Costituzionali del Senato e responsabile del Dipartimento Legalità e Sicurezza di Fratelli d’Italia.
Presenti in sala il sindaco Simone Saletti, e gli esponenti dei partiti della maggioranza: Marco Vincenzi (Forza Italia), Ornella Bonati (Lega) e Luca Pancaldi (coordinatore locale Fdi). Proprio Pancaldi ha voluto soffermarsi sull’importanza di una coalizione che mantiene da anni stabilità a livello locale: «Fratelli d’Italia è un partito strutturato e che ha come finalità la stabilità di governo», ha esordito il coordinatore e capogruppo in consiglio comunale.
Nel merito della riforma è entrato Alberto Balboni, il quale ha analizzato i contenuti di un provvedimento che “vuole completare un percorso che ha portato ad un sistema accusatorio, centrato sul concetto di parità tra accusa e difesa, e sul dibattimento in aula”. Un modello che ritiene antitetico rispetto a quello “inquisitorio” centrato sul ruolo del giudice inquisitore.
«La cosa che infastidisce una certa Magistratura – si è detto alla sala 2000 – è il fatto che il sorteggio degli esponenti del Csm (l’organo di autogoverno della Magistrature, ndr) toglierebbe quest’ultimo dall’influenza delle correnti politiche interne».
Sarà fondamentale la mobilitazione, «perché una bassa affluenza alle urne potrebbe favorire il “no”. Dispiace – è stato un passaggio del discorso di Balboni – per quegli esponenti di sinistra che sarebbero favorevoli alla riforma, ma hanno preferito fare dietrofront o sfilarsi per posizioni ideologiche di partito».
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