Firmato il “Protocollo per le politiche del lavoro e lo sviluppo di Ferrara” con il Comune come capofila della cordata di enti che ha scelto di sottoscrivere il documento.
Giovedì 19 marzo nella sala del Consiglio comunale si è avvitato ufficialmente un percorso sul quale le realtà coinvolte lavorano da due anni. Un nuovo percorso strategico per rafforzare in modo strutturale e strategico le politiche del lavoro e favorire lo sviluppo economico locale.
Il Protocollo nasce dalla consapevolezza che il mercato del lavoro sta attraversando trasformazioni profonde: digitalizzazione, nuove competenze richieste, modelli organizzativi in evoluzione, trasformazioni demografiche e sociali, esigenze di conciliazione tra vita e lavoro, attenzione crescente alla qualità, alla sicurezza e alla legalità del lavoro.
A questi cambiamenti si affiancano criticità strutturali, come il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, le disuguaglianze di genere e generazionali e la difficoltà di tradurre in modo unitario i dati già disponibili sul territorio. Tra questi spicca ad esempio il contrasto al fenomeno dei NeetT (giovani, solitamente tra i 15 e i 29 anni, che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione).
Così il Protocollo vuole essere uno strumento per concorre a generare valore pubblico per il territorio attraverso l’innovazione amministrativa mediante la sperimentazione del primo Osservatorio Comunale dedicato alle Politiche del Lavoro; lo sviluppo di una rete territoriale strutturata e stabile tra le parti aderenti; la possibilità di misurare l’impatto sociale delle politiche attuate, con riferimento al benessere organizzativo, all’equità di genere e all’innovazione nei contesti lavorativi; la replicabilità del modello, con Ferrara quale esperienza pilota trasferibile ad altri Comuni o livelli istituzionali.
Il primo Osservatorio sarà uno strumento operativo di analisi e monitoraggio, che consentirà di leggere le dinamiche e le variabili del mercato del lavoro, valutare l’impatto delle politiche attuate e supportare la programmazione futura. Elaborerà indicatori specifici (KPI) di processo, risultato e impatto relativi a occupazione, formazione, parità, benessere organizzativo, sicurezza sul lavoro e inclusione.
Tale impostazione trova fondamento in un quadro normativo e programmatico multilivello, per cui si evidenzia la piena coerenza con le priorità internazionali e nazionali in materia di sviluppo sostenibile (Sdg) dell’Agenda 2030.
Il documento realizzato è frutto di un lungo percorso di interlocuzione e confronto avviato dal Comune con i principali soggetti istituzionali, economici e sociali, avviato nei mesi scorsi che ha coinvolto, tra gli altri, la Regione Emilia-Romagna, la Prefettura, la Provincia, l’Università degli Studi di Ferrara, Ausl e Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, l’Ispettorato del Lavoro, l’Agenzia Regionale per il Lavoro, INPS, INAIL, la Camera di Commercio, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria.
«Con questo Protocollo, frutto del lavoro di due anni, il Comune di Ferrara si propone come soggetto super partes – dichiara l’assessore alle Politiche del lavoro e Pari opportunità Angela Travagli – con il compito di facilitare il dialogo tra i diversi livelli istituzionali e le realtà economiche, produttive e sociali del nostro territorio valorizzando il principio di sussidiarietà e rafforzando l’autonomia dei vari Enti coinvolti. L’obiettivo è quello di costruire politiche del lavoro più consapevoli, basate su evidenze concrete, capaci di anticipare i fenomeni del mercato e adattarsi velocemente ai cambiamenti oltre ad orientare in modo più efficace lo sviluppo economico locale. Il Protocollo intende infatti avviare un processo strutturato di mappatura, integrazione e lettura condivisa del patrimonio informativo già in possesso dei diversi attori territoriali, prima non leggibili in una forma strutturata e interconnessa sia agli Enti coinvolti che alla cittadinanza».
«Questa strategia – conclude Travagli – rappresenta un cambio di passo, sia in termini di responsabilità che di visione, volta a leggere il presente per governare il futuro del lavoro a Ferrara. Un’unione di intenti e competenze volti a costruire politiche attive più efficaci, capaci di generare valore pubblico e migliorare la qualità di vita dei cittadini. Ringrazio per l’impegno dimostrato tutte le realtà coinvolte che hanno sottoscritto il protocollo, un atto di fiducia per il futuro della nostra città».
«La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un rafforzamento delle forme di collaborazione istituzionale a livello territoriale. In un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde del mercato del lavoro, il valore aggiunto risiede nella capacità di mettere a sistema competenze, dati e strumenti, nel rispetto delle attribuzioni di ciascun soggetto coinvolto. La Prefettura continuerà a garantire il proprio contributo quale sede di raccordo tra le diverse componenti istituzionali e sociali, favorendo un approccio condiviso orientato alla legalità, alla sicurezza e alla coesione del territorio», aggiunge il prefetto Massimo Marchesiello, rappresentato per l’occasione da Rosanna Gamerra, viceprefetto vicario.
«Riteniamo importante che, nello spirito del Patto per il Lavoro e per il Clima dell’Emilia-Romagna, si articolino anche sui territori esperienze di confronto stabile e di rete tra le istituzioni e le organizzazioni sociali. L’obiettivo, che condividiamo, è uno sviluppo economico che si basi sui diritti, sul rispetto delle lavoratrici e dei lavoratori e sull’innovazione del sistema», aggiunge Giovanni Paglia, assessore regionale al Lavoro.
«Ho firmato il Protocollo per le politiche del lavoro e lo sviluppo di Ferrara, perché la Provincia condivide le finalità proposte di promuovere una governance comune e contribuire alla buona qualità del sistema delle relazioni tra istituzioni e rappresentanze sul tema, nonché di attivare strumenti per valorizzare talenti, competenze e innovazione, oltre a favorire politiche all’insegna della legalità, qualità, parità di accesso e trattamento. Questo Protocollo favorisce e rafforza un’alleanza per il lavoro come tema centrale dello sviluppo del nostro territorio e per questo trovo giusto che la Provincia ne faccia parte, portando il proprio contributo e la propria visione istituzionale», specifica Daniele Garuti, presidente della Provincia di Ferrara.
«La direzione delle Aziende sanitarie ferraresi è fortemente convinta dell’importanza di una stretta e forte collaborazione con tutte le istituzioni del territorio e con le parti sociali, finalizzata a moltiplicare e potenziare gli strumenti di intervento per il benessere e la salute dei cittadini e dei lavoratori. L’integrazione e l’agire coordinato tra le pubbliche amministrazioni è fondamentale per conseguire risultati con approccio di sistema. Le Aziende sanitarie ferraresi hanno partecipato e collaborato molto volentieri ai lavori che hanno portato alla redazione del Protocollo che oggi firmiamo e che, a seguito dai dati che emergeranno dall’Osservatorio, consentirà di mettere in atto collaborazioni di alto profilo per la cittadinanza. Nell’ambito della propria organizzazione provinciale, le Aziende Sanitarie Ferraresi confermano l’attenzione alle situazioni con problematiche sociali e da qui hanno infatti istituito il Dipartimento delle Fragilità, innovativo strumento organizzativo finalizzato a dare risposte di Sistema ai problemi dei cittadini in situazioni di fragilità. In tal senso le Aziende sanitarie ferraresi operano e continueranno ad operare in modalità integrata con le diverse istituzioni nella programmazione e attuazione delle politiche per il lavoro e lo sviluppo del territorio», è la dichiarazione delle Aziende sanitarie di Ferrara.