di Tommaso Piacentini
L’acqua come bene pubblico. Il 22 marzo, in occasione della giornata mondiale dell’acqua, il Forum Ferrara Partecipata darà il via a una campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Nella mattinata di domenica, infatti, dalle ore 9:30 alle ore 12:30, sarà presente un banchetto in via Mazzini per consegnare ai cittadini materiale informativo sulla gestione dell’acqua nel territorio ferrarese e per avviare una raccolta firme con cui si chiederà al sindaco di “attivarsi perché, alla scadenza della concessione del servizio idrico, la nuova gestione venga affidata a un’azienda a totale capitale pubblico ‘in house providing’”.
Alla base di questa campagna, infatti, vi è la scadenza delle concessione del servizio idrico non solo nel comune di Ferrara e in altri 9 comuni della provincia – zona dell’alto ferrarese -, ad oggi affidata ad Hera, ma anche negli 11 Comuni del basso ferrarese dove opera l’azienda a totale capitale unico Cadf. La scadenza è prevista per la fine del 2027.
Nella conferenza stampa di giovedì 18 marzo, Corrado Oddi del Forum Ferrara Partecipata ha elencato tre motivi principali per cui ripubblicizzare il servizio idrico è non solo auspicabile ma utile ai fini collettivi: “L’acqua è il bene comune per eccellenza, è risorsa essenziale per la vita, è limitata in natura ed è da preservare per le future generazioni”. Bene comune che, tuttavia, non può essere fruito da tutti: “Sono 2 miliardi le persone che vivono in condizioni di non acceso all’acqua potabile in tutto il mondo”.
Inoltre, Oddi ha posto l’accento sull’importanza dell’acqua nell’ottica dei cambiamenti climatici in corso: “Siccità e alluvioni si alternano sempre più in modo drammatico. L’acqua diventa una risorsa sempre più scarsa e, per questo, deve essere utilizzata come un bene comune”.
In più la ripubblicizzazione del sistema idrico garantirebbe la naturale attuazione dei risultati del referendum sull’acqua pubblica, tenutosi nel 2011: “26 milioni di italiani andarono al voto in quell’occasione – ha proseguito Oddi – e nel nostro Comune parteciparono più di 60mila elettori, circa il 64% degli aventi diritto. Il sì alla ripubblicizzazione ebbe più del 94% delle preferenze”.
Oddi, a sostegno della necessità di rendere pubblico il servizio idrico, ha inoltre esposto i dati ufficiali di Atersir – l’Azienda territoriale dell’Emilia Romagna che si occupa di servizi idrici e dei rifiuti- in cui si evidenziano le disparità di risultati raggiunti da Hera da una parte, e da Cadf dall’altra.
In primis il peso in bolletta risulta differente: “Cadf realizza una tariffa inferiore rispetto a quella di Hera: nel 2025, per una famiglia di 3 persone con un consumo medio di 150 metri cubi all’anno la bolletta è di poco più di 480€. Con Hera sono 545€”.
Anche sul tema degli investimenti, l’azienda a totale capitale unico realizza risultati migliori: “Nel 2023 (ultimi dati ufficiali ndr) gli investimenti di Cadf sono di 174€ per abitante all’anno. Hera ne investe 75”.
Non vanno meglio le perdite idriche, che per il territorio in cui opera Cadf sono dell’5,71%, mentre per il comune di Ferrara e l’alto ferrarese di competenza di Hera sono dell’8,72%.
Una delle proposte del Forum è quella di creare un’unica azienda provinciale, che comprenda al suo interno Cadf e Acosea Impianti Srl, quest’ultima proprietaria delle reti idriche del Comune di Ferrara: “La campagna partirà il 22 marzo, andremo avanti ad aprile con un incontro pubblico sull’acqua a Ferrara – ha confermato Oddi -. Stiamo lavorando per coinvolgere anche le scuole e per la sensibilizzazione collettiva tramite altre iniziative”.
“Per anni hanno detto che privato sarebbe stato sinonimo di efficienza, ma in realtà non è stato così, come dimostrano i dati sulle perdite idriche” è la denuncia di Roberto Piccioli del Forum, seguito poi da quella di Marino Pedroni: “L’acqua non può essere una merce, è un elemento che non è solo naturale ma è un vettore di potere e per questo deve ritornare a essere gestita in modalità partecipata”.
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