Politica
22 Marzo 2026
Intervento di Sergio Fochi ex Tecnologo di Ricerca (Scientist) della società Dutral spa sulla riconversione ecologica del Petrolchimico di Ferrara

“Il vuoto della Maggioranza di fronte alle proposte de La Comune”

di Redazione | 3 min

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di Sergio Fochi*

Lunedì 16 marzo u.s. ho avuto l’occasione di assistere alla riunione del Consiglio Comunale di Ferrara sul tema del Petrolchimico e ho assistito ad un atteggiamento da parte dei rappresentanti della Maggioranza (coloro i quali hanno la responsabilità di gestire lo sviluppo della città e nella fattispecie di sostenere iniziative concrete sul piano economico, sociale, culturale, ecc.) che, di fronte alla mozione presentata da La Comune, chiamare assenteista è il minimo.

Le difficoltà della petrolchimica in Europa e in Italia sono reali e chi ne ha a cuore il suo futuro, fondamentale per il nostro territorio (oltre 5.000 persone sono coinvolte tra diretti e indotto), lo dichiaravano già da tempo (almeno quattro anni fa) quando, chi doveva intervenire taceva per interesse o per incompetenza, e quando ricordavano che “quello che abbiamo di fronte è una crisi di sistema”.

La Petrolchimica nel nostro Paese non avrà un futuro se non avvierà un nuovo ciclo virtuoso di innovazioni che sappiano affrontare lo strapotere delle grandi aziende che hanno impianti di enormi dimensioni a “bocca di pozzo” e di raffineria, con costi delle materie prime e delle produzioni sensibilmente inferiori a quelli sopportati in Italia.

In Europa consapevoli della crisi, si investe in ricerca e innovazione, per salvaguardare l’occupazione e il futuro industriale dei territori, a partire dalla inglese INEOS, che costruisce un cracker ad Anversa (Belgio) e dalla tedesca BASF, la più grande, che ne costruisce un altro a Ludwigshafen (Germania), entrambi alimentati con energia solare e eolica, con la eliminazione della produzione di CO2 e integrazione con la filiera dell’energia pulita, mentre Lyondellbasell costruisce a Wesseling (Germania) un impianto di riciclo molecolare della plastica per abbattere l’impiego di monomeri fossili, con la tecnologia messa a punto a Ferrara presso il Centro Ricerce Giulio Natta.

Ma non solo all’estero, in Italia e in particolare in Emilia Romagna si investe, dove il Gruppo Hera sta realizzando un impianto per produrre 30.000 tonnellate di polimeri riciclati e dove UNIFE ha fornito all’Amministrazione Regionale, in uno studio realizzato tre anni fa, proposte concrete, finalizzate per cercare di uscire dalla crisi nel nostro Petrolchimico.

Dobbiamo garantire la salvaguardia del Petrolchimico di Ferrara attraverso il rilancio di uno sviluppo sostenibile che purtroppo non può essere assicurato da meritori, ma insufficienti, miglioramenti gestionali, continuamente pubblicizzati, quali sono la riduzione del fabbisogno di acqua, l’ efficientemento energetico degli edifici, ecc., target peraltro di ogni ciclo industriale “e che nulla hanno a che fare con le politiche industriali”.

I dieci minuti di esposizione della mozione di Anna Zonari terminavano con una richiesta, fortemente condivisibile, di un tavolo locale permanente che coinvolgesse Sipro e tutti i portatori di interesse per sostenere lo sviluppo del nostro Petrolchimico.

Di fronte alle proposte che chiedono risposte adeguate si è assistito al vuoto della Maggioranza che si è limitata a votare contro … senza nessuna contestazione di merito e senza nessuna prospettiva.

*Già Tecnologo di Ricerca (Scientist) della società Dutral spa

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