Si riaccende il confronto tra giornalisti ed editori, con nuove giornate di sciopero proclamate tra la fine di marzo e metà aprile, per la precisione il 27 marzo e il 16 aprile. Al centro della mobilitazione resta il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da anni, e un negoziato che continua a registrare forti distanze tra le parti.
A ribadire la posizione del sindacato è stata Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, intervenuta alla trasmissione Omnibus su La7, condotta da Alessandra Sardoni.
Nel suo intervento ha spiegato che “il contratto di lavoro dei giornalisti è scaduto da 10 anni” e che le proposte avanzate dagli editori risultano “irricevibili, sia dal punto di vista economico, sia per il futuro del sistema informazione”.
Uno dei nodi principali riguarda l’impatto delle nuove tecnologie sul lavoro giornalistico. La segretaria ha infatti sottolineato che “parlare di rinnovo del contratto […] senza parlare di come normare l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle redazioni significa fare un danno a tutta l’informazione”. Un passaggio che evidenzia come il tema dell’innovazione sia ormai centrale nelle trattative.
Critiche anche sul piano economico e dei diritti: secondo la Fnsi, le proposte in discussione rischiano di incidere negativamente sulle condizioni dei professionisti, tanto che “proporre di ridurre i compensi […] e i diritti dei giornalisti di oggi e di domani significa che non si crede nel futuro dell’informazione”.
Nel corso dell’intervento è stata inoltre espressa forte preoccupazione per le operazioni che stanno interessando il gruppo Gedi Gruppo Editoriale e alcune delle sue principali testate, tra cui La Stampa e la Repubblica.
Infine, un passaggio sulle nuove proprietà editoriali, con riferimento all’ingresso di Leonardo Maria Del Vecchio alla guida dei quotidiani di Editoriale Nazionale. Un cambiamento che potrebbe aprire a nuove prospettive, purché – è l’auspicio espresso – si continui a “garantire […] la dignità dei giornalisti e del giornalismo”.
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