Goro
19 Marzo 2026
Materiali anticorrosione e rivestimenti innovativi per evitare dispersione di plastica e garantire durata

Reti anti-granchio blu senza microplastiche: la sfida sostenibile di Carovita

di Redazione | 3 min

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L’esperienza di oltre 50 anni della Caravita Recinzioni oggi al servizio della pesca: progettata una rete per l’acqua salata che non rilascia microplastiche in mare. Una rete più resistente per affrontare una nuova sfida del mare. L’esperienza maturata in oltre cinquant’anni di lavoro nella produzione di reti e sistemi di recinzione oggi trova una nuova applicazione nel settore ittico grazie a Caravita Recinzioni, storica azienda con sede a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna. Con una succursale a Goro (Ferrara) in pieno Parco del Delta dove, il granchio blu, è una sfida quotidiana per i pescatori.

L’azienda ha sviluppato una rete progettata specificamente per l’ambiente marino, capace di resistere alla corrosione dell’acqua salata e alla forza delle chele del granchio blu, uno dei principali problemi che negli ultimi anni ha messo in difficoltà allevamenti e attività di pesca lungo l’Adriatico.

La rete è realizzata con filo in acciaio zincato e rivestimento plastico multistrato studiato per garantire durata nel tempo senza frammentarsi nell’ambiente marino e senza rilasciare micro-particelle di plastica in acqua. Una caratteristica che risponde a una crescente attenzione ambientale e che rende questo prodotto particolarmente interessante per il settore dell’acquacoltura e della pesca professionale.

Le reti vengono utilizzate per realizzare nasse e trappole per la cattura del granchio blu, ma anche per costruire recinti in mare destinati a proteggere colture e semine di vongole e altri molluschi, attività particolarmente diffuse nel Delta del Po. Proprio per essere più vicina ai pescatori e agli operatori del settore, l’azienda ha aperto negli ultimi anni una sede operativa a Goro, diventata rapidamente un punto di riferimento per chi lavora in mare e deve difendere le proprie produzioni.

“Quando abbiamo visto cosa stava succedendo nel Delta del Po con il granchio blu – spiega Orietta Caravita, responsabile commerciale dell’azienda – abbiamo capito che la nostra esperienza poteva essere utile. Da oltre cinquant’anni produciamo reti pensate per durare nel tempo e abbiamo deciso di mettere questa competenza al servizio dei pescatori. Abbiamo progettato una rete che resiste all’acqua salata, alle chele dei granchi e che soprattutto è studiata per non disperdere plastica in mare. È un modo concreto per aiutare il lavoro di chi vive di pesca e allo stesso tempo rispettare l’ambiente marino”.

Fondata nel 1969 e oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia Caravita – i fratelli Orietta e Giorgio – l’azienda Caravita continua a produrre reti e sistemi di recinzione su misura, mettendo competenze tecniche e capacità produttiva al servizio di nuovi ambiti applicativi. Dalla protezione di giardini e aziende agricole, alla produzione e fornitura di reti per lo sport, per la difesa di lupi, fino alle strutture in acqua per la pesca professionale, l’obiettivo resta lo stesso: progettare soluzioni robuste, durature e adatte alle condizioni più difficili.

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