Attualità
19 Marzo 2026
Sotto accusa organizzazione e gestione dell’evento di Ferrara: "Quella che dovrebbe essere una festa della musica si sta trasformando in un esempio di esclusione"

Accessibilità negata a “Battiti Live Spring”: la denuncia del Comitato Disabilità

di Redazione | 3 min

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Doveva essere un evento aperto a tutti, una celebrazione della musica nel cuore della città. Ma “Battiti Live Spring”, in programma in piazza Trento e Trieste dal 20 al 22 marzo, è finito al centro di una dura contestazione. A sollevare il caso è il Comitato Ferrarese Area Disabilità, che denuncia gravi criticità nell’accessibilità e nella gestione complessiva della manifestazione.

“Quella che dovrebbe essere una festa della musica si sta trasformando in un esempio di esclusione a causa di una progettazione carente e di una gestione dell’informazione approssimativa”, si legge nel comunicato firmato dal presidente Claudio Mari e dal responsabile eventi Lorenzo Cattani.

Nel mirino del Comitato c’è innanzitutto il mancato rispetto delle normative vigenti. “Il rispetto delle normative sull’accessibilità non è opzionale”, sottolineano con fermezza, richiamando il D.M. 236/1989, che prevede per eventi da 5.000 spettatori almeno 20 posti riservati alle persone con disabilità.

La realtà, secondo le segnalazioni raccolte, sarebbe ben diversa: “L’area riservata consisterebbe in una pedana di soli 18 mq (che dai rilievi sembrerebbero essere in realtà 12 mq), dichiarata idonea per soli 10 posti”. Una dimensione ritenuta del tutto inadeguata, a cui si aggiungono criticità strutturali: “La rampa di accesso presenta una pendenza eccessiva, non conforme ai criteri di sicurezza e autonomia”.

Particolarmente contestata anche la gestione degli accompagnatori: “La scelta di costringere gli accompagnatori a restare a terra, separati dai propri cari, è una pratica discriminatoria che ignora la dimensione sociale e assistenziale della partecipazione agli eventi”.

Non meno grave, secondo il Comitato, la gestione delle informazioni e delle prenotazioni. “Le informazioni, trapelate solo pochi giorni fa via social, sono state frammentarie”, denunciano, ricostruendo una sequenza confusa tra annunci generici e un improvviso esaurimento dei posti disponibili.

Ancora più critica la soluzione proposta agli esclusi: “Dire alle persone con disabilità rimaste escluse che possono ‘mescolarsi alla folla’ nell’area comune è, oltre che irrispettoso, pericoloso”. Il Comitato evidenzia infatti che “per motivi di sicurezza, la normativa prevede che le persone con mobilità ridotta sostino in aree sicure, facilmente raggiungibili e prossime a vie di esodo dedicate”. Offrire la calca come alternativa, concludono, “significa ignorare i rischi per l’incolumità pubblica”.

Il comunicato arriva a ridosso dell’evento, ma il Comitato precisa: “Le informazioni sono state rese note dagli addetti ai lavori solo nelle ultime 48 ore”. Nel frattempo, le numerose segnalazioni sono già state indirizzate agli uffici competenti del Comune.

Tre le richieste avanzate con urgenza. In primo luogo, “un ampliamento dell’area riservata”, individuando “una zona antistante il palco, delimitata e protetta”. Poi la necessità di inserire nuovamente “una figura esperta e specifica sui temi dell’accessibilità e fruibilità” all’interno della Commissione di Vigilanza. Infine, la disponibilità a un “tavolo di confronto con le Amministrazioni e gli organizzatori per la progettazione dei prossimi eventi”.

Il messaggio finale è netto e va oltre il singolo evento: “Le amministrazioni che investono fondi pubblici hanno il dovere morale e legale di garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalla propria condizione fisica, possa godere del patrimonio culturale e sociale della città”.

E la conclusione è un monito chiaro: “L’inclusione non può essere un’integrazione tardiva, ma deve essere il cuore della progettazione”.

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