Lo sviluppo di programmi di studio e di alta formazione in climatologia, genomica, patologia vegetale, pedologia e nutrizione umana sono i temi al centro degli accordi sottoscritti, mercoledì 18 marzo, nella sede della Crui a Roma, tra il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (Crea) e le Università di Ferrara e della Tuscia.
Gli Accordi sono finalizzati a favorire forme di collaborazione scientifica e formativa tra le istituzioni coinvolte, nel rispetto delle rispettive competenze e procedure, con l’obiettivo di sostenere attività di ricerca, valorizzare le competenze disponibili e contribuire alla formazione di giovani ricercatrici e ricercatori.
“Sia l’accordo con Unife sia l’Addendum con Unitus rispondono alla stessa esigenza di costruire alleanze strategiche, capaci di generare valore scientifico, formativo e sociale – ha spiegato Andrea Rocchi, Presidente Crea -. In un momento in cui ricerca e formazione sono chiamate a dare soluzioni per le sfide sempre più complesse del nostro agroalimentare, dalla sostenibilità alla sicurezza alimentare, dalla gestione delle risorse naturali all’adattamento climatico, è importante fare squadra e lavorare insieme, condividendo approcci e strategie e mettendo in rete persone, idee e infrastrutture. Ringrazio le Magnifiche Rettrici, professoressa Laura Ramaciotti e professoressa Tiziana Laureti, per avere avviato un percorso comune, che rafforza il sistema nazionale della ricerca e contribuisce alla crescita del nostro Paese”.
L’Accordo Quadro con l’Università di Ferrara costituisce la cornice generale per lo sviluppo di programmi di studio e di ricerca congiunti su ambiti di interesse comune nell’area agroalimentare e ambientale, con particolare riferimento ai temi dell’alimentazione e della nutrizione, della qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari, dei profili normativi delle nuove biotecnologie, nonché alle applicazioni del digitale e delle tecnologie avanzate in agricoltura. Le collaborazioni potranno, inoltre, estendersi ad altri settori affini, quali la scienza del suolo, le produzioni agro‑acquatiche e locali, la valorizzazione delle risorse e delle materie prime, le bioenergie e, più in generale, le politiche e i modelli di sviluppo sostenibile. Le attività saranno di volta in volta definite attraverso specifici accordi esecutivi e potranno comprendere iniziative di formazione avanzata, tirocini e stage, borse di studio e altre forme di collaborazione didattica e scientifica, secondo modalità e contenuti coerenti con le finalità istituzionali delle parti.
“L’accordo quadro tra l’Università di Ferrara e il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (Crea), principale ente pubblico nazionale di ricerca nel settore agroalimentare, rappresenta un passaggio rilevante nel rafforzamento del dialogo strutturato tra il sistema universitario e gli enti pubblici di ricerca impegnati nello sviluppo sostenibile delle filiere agroalimentari del Paese – afferma la rettrice dell’Università di Ferrara professoressa Laura Ramaciotti -. La collaborazione intende valorizzare e sviluppare sinergie in ambiti di comune interesse strategico, con particolare attenzione ai temi dell’alimentazione e della nutrizione, della qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari, della genomica e delle nuove biotecnologie, inclusi i relativi profili normativi, nonché alle applicazioni del digitale, della sensoristica e dei sistemi intelligenti in agricoltura. Ulteriori ambiti di collaborazione riguardano la scienza del suolo, l’acquacoltura e le produzioni locali, il recupero e la valorizzazione delle materie prime, le bioenergie, le politiche agrarie e, più in generale, i modelli di sviluppo sostenibile e di green economy. Attraverso questo accordo, l’Ateneo intende promuovere attività congiunte di ricerca, formazione avanzata e trasferimento delle conoscenze, offrendo a studentesse e studenti, dottorande e dottorandi e alla comunità scientifica opportunità concrete di crescita e contribuendo allo sviluppo di un comparto strategico per il Paese”.
L’Addendum firmato con l’Università della Tuscia, invece, nasce dalla volontà di rafforzare la collaborazione avviata alla fine del 2023 e prevede la compartecipazione a programmi di ricerca nazionali e internazionali, l’uso condiviso di laboratori, infrastrutture e centri sperimentali, la definizione di ulteriori moduli di alta formazione (dai Master ai Dottorati, fino ai tirocini nelle strutture dell’Ente) e la co‑progettazione di attività formative nei Corsi di Laurea Unitus, con il contributo didattico dei ricercatori Crea.
“Il rafforzamento della collaborazione tra l’Università della Tuscia e il Crea – dichiara la Professoressa Tiziana Laureti, Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia – segna un passo importante nella costruzione di una rete nazionale della ricerca capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Mettere in sinergia università e centri di ricerca significa accelerare l’innovazione, formare nuove competenze e sostenere lo sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare e dei territori. Con questo Addendum vogliamo rendere ancora più dinamica e operativa una collaborazione che unisce ricerca scientifica, formazione avanzata e trasferimento di conoscenza al servizio del Paese”.
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