Referendum, oggi l’ultimo banchetto di FdI e Gioventù Nazionale
Venerdì 20 marzo Fratelli d’Italia Ferrara e Gioventù Nazionale saranno in zona Porta Reno per l’ultimo banchetto dedicato alla riforma della giustizia
Venerdì 20 marzo Fratelli d’Italia Ferrara e Gioventù Nazionale saranno in zona Porta Reno per l’ultimo banchetto dedicato alla riforma della giustizia
Sono state aperte le buste per la gara di cessione di Amsef, l'azienda funeraria di Ferrara. A vincere è l’Ati composta da due aziende, Euro Funerali di Torino e Reverberi di Reggio Emilia, che ha rilanciato con una proposta più del doppio rispetto alla base d’asta: 10 milioni di euro, rispetto ai 4,250 di partenza
“Battiti Live Spring”, in programma in piazza Trento e Trieste dal 20 al 22 marzo, è finito al centro di una dura contestazione. A sollevare il caso è il Comitato Ferrarese Area Disabilità, che denuncia gravi criticità nell’accessibilità e nella gestione complessiva della manifestazione
Giovedì 19 marzo si terrà a Ferrara alle ore 18.30 presso la Sala della Musica l’iniziativa pubblica “Una riforma che non migliora la giustizia”
Ultimi colpi di campagna referendaria. Alla Camera di commercio si è svolto mercoledì un corposo incontro sulle ragioni del sì, organizzato dalla Camera penale ferrarese, in vista della chiamata alle urne del 22 e 23 marzo
Il Movimento 5 Stelle di Ferrara rilancia l’appello del presidente Giuseppe Conte, che da Palermo ha invitato i cittadini a mobilitarsi in vista del referendum sulla giustizia.
“Non possiamo perdere questa battaglia. Dobbiamo avere ben chiaro il quadro d’insieme”, ha dichiarato Conte, denunciando apertamente come la separazione delle carriere dei magistrati risponda – a suo giudizio – a un preciso disegno politico: “Chi voleva trasformare il potere in abuso e affari personali ha sempre avuto interesse a indebolire la magistratura. Oggi non si nascondono più”.
Parole che il gruppo ferrarese del Movimento fa proprie, parlando di una riforma che rischia di alterare gli equilibri costituzionali. “Non si tratta di un intervento tecnico – sottolineano – ma di una scelta che può incidere profondamente sull’autonomia della magistratura”.
Nel mirino, in particolare, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Secondo il M5S, non è corretto presentarla come un semplice adeguamento organizzativo: “Le funzioni sono già distinte. Qui si interviene sulle carriere, con il rischio concreto di avvicinare il pubblico ministero al potere politico e condizionare l’azione penale”.
Il Movimento richiama inoltre un precedente storico controverso, sostenendo che l’intervento “ricalcherebbe un obiettivo già presente nel programma della loggia P2 guidata da Licio Gelli, elemento che non può essere ignorato né minimizzato”.
Dura anche la replica alle argomentazioni dei sostenitori del “Sì”. Il M5S parla esplicitamente di “campagne allarmistiche” e “messaggi fuorvianti”, citando alcune dichiarazioni che evocano scenari estremi, come il rischio di criminali lasciati liberi in caso di vittoria del “No”. “Si tratta di affermazioni gravi e infondate – attaccano – che puntano a generare paura invece che informazione”.
Da qui la presa di posizione netta: “Noi non saremo complici di una deriva che mette in discussione l’indipendenza della giustizia”.
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