“So che non piacerà a molti magistrati, ma dico che sono favorevole al sorteggio dei componenti del Csm e anche al sorteggio dei componenti del Csm da parte del Parlamento”.
Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri tredici mesi fa (febbraio 2025) rispondendo alle domande dei giornalisti nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli dove i magistrati, con una coccarda tricolore sulla toga, stavano manifestando il loro dissenso contro la riforma che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.
Ho riferito le esatte parole pronunciate da Gratteri e riportate dall’ANSA, che certamente è fonte più che attendibile (1)
Io ho la massima stima per un magistrato che si è battuto con grande determinazione contro n’drangheta e camorra, ma francamente resto basita di fronte al cambiamento di opinione espresso recentemente dal procuratore capo di Napoli.
Se le parole hanno un senso, Gratteri era favorevole al sorteggio e non giova alla sua immagine cercare di dire che era stato male interpretato ecc. ecc., con discutibili precisazioni tipiche del linguaggio politico.
Penso che i magistrati, ancor prima dei politici, dovrebbero dar prova di coerenza nel pensiero, nelle scelte e nelle pubbliche dichiarazioni, evitando di sconcertare i cittadini con giravolte di opinione assai poco comprensibili.
Se non sono in grado di seguire tale linea dovrebbero almeno ricordare che la parola è d’argento, ma il silenzio è d’oro.