di Enrico Beccarini*
Lunedì in Consiglio Comunale si è consumato un atto di miopia politica che Ferrara non meritava. La nostra mozione per la salvaguardia, l’innovazione e la riconversione del Polo Petrolchimico è stata respinta dalla maggioranza. Non per ragioni di merito — che nessuno ha osato contestare seriamente — ma per pura “opportunità” politica.
Oltre il Protocollo: l’efficienza non basta senza una strategia
Durante il dibattito, il Vice-sindaco Balboni ha accusato la nostra mozione di ignorare i punti del Protocollo d’Intesa del maggio 2024. È bene fare chiarezza: quel Protocollo si concentra su sei pilastri tecnici (revamping idrico, fonti rinnovabili, efficientamento energetico di edifici e cicli, decarbonizzazione e recupero materie prime).
Tuttavia, come abbiamo ribadito in aula, l’efficienza tecnica non è una strategia industriale. Quel documento individua interventi necessari per la manutenzione del sito, ma non definisce alcun progetto industriale concreto per lo sviluppo produttivo dello stabilimento, né una visione di riconversione che garantisca la tenuta occupazionale nel lungo periodo. Mentre noi chiediamo “cosa” produrre per restare competitivi, la Giunta si limita a discutere di “come” gestire i tubi e l’energia.
Un declino che non è destino
Mentre la maggioranza si arrocca dietro a letture faziose sul Green Deal, la realtà europea corre in un’altra direzione:
In Europa si investe: Casi come quello di INEOS dimostrano che il settore ha futuro laddove esiste una strategia chiara. Il gruppo sta investendo 250 milioni di sterline a Lavera, in Francia, per modernizzare il sito e salvaguardare 10.000 posti di lavoro.
In Emilia-Romagna si innova: A Modena, Aliplast (Gruppo Hera) sta realizzando un impianto da 50 milioni di euro (con fondi PNRR) per produrre 30.000 tonnellate l’anno di polimeri riciclati di alta qualità per automotive ed elettronica.
Le imprese chiedono una guida: Il 17 novembre scorso, LyondellBasell e Versalis hanno firmato un appello alla Presidenza UE per sollecitare azioni coordinate e stabilizzare il settore del riciclo.
Trasparenza per 5.300 famiglie
Davanti alla delegazione sindacale presente in aula, i tentativi di attacco e le dichiarazioni approssimative della maggioranza sono apparsi come una mancanza di rispetto verso le circa 5.300 persone che dipendono dal Polo tra diretto e indotto.
Non basta sapere che “esistono dei tavoli”. La città deve sapere quali strategie si stanno discutendo e quale futuro si stia costruendo. Abbiamo proposto soluzioni concrete:
– Un Tavolo Locale Permanente che coinvolga SIPRO e tutti i portatori di interesse.
– La nascita di una filiera locale del riciclo collegata alle eccellenze regionali come il Biomedicale di Mirandola e la Packaging Valley.
– Il progetto “Polo Natta 2.0” per fare di Ferrara l’hub della chimica circolare e delle bonifiche.
Il paradosso della formazione: eccellenza industriale senza Ingegneria Chimica
È emblematico che Ferrara, pur ospitando il Centro Ricerche “Giulio Natta” di LyondellBasell — un punto di riferimento internazionale per la ricerca e l’innovazione tecnologica nella chimica — non abbia mai visto l’attivazione di un corso di laurea in Ingegneria Chimica presso la propria Università. La nostra mozione chiede di colmare questo vuoto, rafforzando i percorsi tecnico-scientifici e integrando l’offerta universitaria con le esigenze emergenti della chimica circolare. Non possiamo parlare di rilancio se non offriamo ai nostri giovani le competenze necessarie per guidare la transizione ecologica proprio qui, dove la chimica moderna è nata.
Non chiediamo miracoli, ma responsabilità
Resterà agli atti che noi non abbiamo chiesto miracoli, ma una visione. Abbiamo proposto di potenziare il ruolo del Tecnopolo di Ferrara, di finanziare borse di dottorato con il progetto “Polo Natta 2.0” e di creare una sinergia strutturale tra ricerca e produzione. Il voto contrario della maggioranza non cancella l’urgenza della crisi: le fermate produttive e l’incertezza negli approvvigionamenti richiedono risposte che la Giunta ha dimostrato di non voler, o non saper, indicare.
*La Comune di Ferrara, già vicepresidente del Centro Ricerche Giulio Natta
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