Economia e Lavoro
23 Marzo 2026
Emilia-Romagna a 84,2 miliardi, ma la provincia estense resta tra le più deboli. Pesano Usa e crisi di alcuni settori

Export, Ferrara rallenta nella crescita regionale

di Redazione | 3 min

Leggi anche

Giustizia tributaria, il piano di revisione mette a rischio Ferrara

"Sopprimere 22 sedi tra le corti di giustizia tributaria non è la strada giusta. Il rischio concreto è quello di indebolire il presidio di legalità sul territorio e di creare maggiori difficoltà per cittadini e professionisti". Lo afferma Cosimo Maria Ferri, presidente della Commissione Status del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria

Nel 2025 l’export dell’Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati di Confindustria.

Un dato che conferma la solidità del sistema produttivo regionale, ma che evidenzia anche un rallentamento rispetto alla media nazionale (+3,3%). All’interno di questo quadro, Ferrara si colloca tra i territori con crescita più contenuta, insieme a Modena e Reggio Emilia, segnando un passo meno dinamico rispetto ad altre province emiliano-romagnole.

A trainare la crescita territoriale sono infatti Parma (+5,3%), seguita da Ravenna (+3,5%), Forlì Cesena (+3,2%) e Bologna (+2,1%). Ferrara, pur restando in territorio positivo, mostra dunque una performance più debole, riflettendo le difficoltà di alcuni comparti chiave presenti anche nel tessuto produttivo locale.

Nel complesso, l’Emilia-Romagna si conferma la seconda regione italiana per export, con il 13,1% del totale nazionale, alle spalle della Lombardia e davanti al Veneto. Dopo un primo semestre in calo, il recupero nella seconda metà dell’anno ha consentito di chiudere il 2025 con un segno positivo.

A livello settoriale, la crescita è sostenuta soprattutto dalla farmaceutica (+9%), dall’agroalimentare (+6,8%) e dagli apparecchi elettrici (+4,8%). Tuttavia, diversi comparti industriali mostrano segnali di difficoltà, tra cui il tessile-abbigliamento e l’elettronica (entrambi -5,7%), oltre alla chimica (-3,7%), alla ceramica (-0,5%) e alla metallurgia (-1,4%), settori che incidono anche sull’economia ferrarese.

“L’export dell’Emilia-Romagna tiene, nonostante lo scenario economico e geopolitico complesso. Questo risultato – commenta il direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna Gianluca Rusconi – è la testimonianza della capacità delle imprese di reagire e adeguare le proprie strategie ad un contesto di forte instabilità.  Le aziende tendono a consolidare le esportazioni verso i mercati tradizionali, in particolare europei, e verso alcuni Paesi con i quali sono attivi accordi di libero scambio, come il Giappone. L’auspicio è che i recenti accordi dell’Unione europea con Mercosur e India diano ulteriore slancio”.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la contrazione dell’export verso gli Stati Uniti, secondo mercato di destinazione, che segna un calo del -6,5% complessivo e del -6,9% per il manifatturiero. A pesare sono soprattutto i mezzi di trasporto (-7,2%), che rappresentano oltre un terzo delle esportazioni verso gli Usa, e i macchinari (-10,3%), che incidono per circa il 30%. Particolarmente marcato il calo della chimica (-38,8%), mentre risultano in flessione anche ceramica (-5,8%), tessile-abbigliamento (-8,7%) e metallurgia (-5,9%). In controtendenza la farmaceutica, che cresce del +43,6% pur rappresentando una quota ancora limitata, e l’agroalimentare, in aumento del +4,4%.

Diversa la dinamica dei mercati europei che si confermano il principale punto di riferimento per le imprese regionali. Nel 2025 l’export verso l’Unione Europea cresce del +4,7%, con risultati particolarmente positivi in Germania (+9,1%), Paesi Bassi (+11,9%), Polonia (+10,1%) e Spagna (+7,2%). Al contrario, oltre agli Stati Uniti, calano anche le esportazioni verso Regno Unito (-6,0%) e Cina (-15,8%), evidenziando una difficoltà crescente nei mercati extraeuropei.

Parallelamente aumenta in modo significativo anche il valore delle importazioni regionali, che raggiungono i 51 miliardi di euro, in crescita del +7,3% rispetto al 2024. Un incremento superiore a quello dell’export e più marcato rispetto alla media nazionale, segnale di una domanda interna ancora sostenuta ma anche di una maggiore dipendenza da forniture estere.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com