Lettere al Direttore
19 Marzo 2026

La Palice e il Grattacielo

di Redazione | 2 min

Lapalissiano. Aggettivo indicante verità talmente ovvie da non richiedere spiegazioni. Fu ricavato da un testo celebrativo per La Palice, personaggio che “un quarto d’ora prima di morire era ancora in vita”. L’aggettivo divenne famoso, trascurando però l’imperscrutabile importanza di quel “quarto d’ora” durante il quale il povero La Palice forse non si sentiva tanto bene.

Nel gennaio scorso, durante il Carnevale, s’è incendiato il Vano Contatori Elettrici della Torre B del Grattacielo. Il rogo, propagatosi gaiamente con sviluppo di fumo lungo i fasci di cavi nei diversi piani, ha reso inagibile l’edificio costringendo gli abitanti ad abbandonarlo.

Almeno uno degli sfollati intervistati il giorno dopo, ha rammentato ai cronisti che quel vano tecnico s’era astenuto a lungo dal trasformarsi in una torcia. Svelando così una verità lapalissiana: i malridotti impianti elettrici prima o poi schiattano.

Le Autorità messe sull’avviso dai giornali, subodorando che gli impianti fuori norma finiscano col cuocersi (motivo per cui anche i vani contatori delle Torri A e C si trovano nel limbo di un ‘quarto d’ora’ rischioso come la scatola del gatto di Schrödinger), pur senza trovare riscontro di ciò nel Manuale delle Giovani Marmotte ipotizzano un’alta probabilità di rischio.

Perciò, nella certezza di non dover stanziare soldi pubblici perché le spese per i lavori d’adeguamento negli edifici privati sono a carico dei privati, e in spirito penitenziale per la Quaresima appena iniziata, hanno deciso che gli abitanti del Grattacielo non vi mettano più piede finché tutto non sarà messo a norma.

Le agenzie immobiliari, giulive, ringraziano: è più verosimile ottenere un trattato di pace in Medio Oriente che raggiungere la maggioranza in un’assemblea di circa 300 condòmini!

Paolo Giardini

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