Riva del Po
17 Marzo 2026
Il consulente del pm allarga il campo delle ipotesi di reato che la Procura potrebbe contestare ai tre attualmente indagati per omicidio colposo e lesioni personali colpose

Prof morto nel crollo del balcone. “Stato di conservazione e manutenzione carente”

di Davide Soattin | 4 min

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Riva del Po. Secondo l’ingegnere Giuseppe Cardillo, consulente tecnico incaricato di eseguire la relazione tecnica relativa al crollo improvviso del balcone di villa Rivani Faroni, ci sarebbero altri profili di responsabilità che la Procura di Ferrara potrebbe contestare ai tre attuali indagati per la morte del professore 43enne Davide Benetti il ferimento di una 68enne guida turistica locale che era con lui in quegli attimi: il proprietario dell’immobile settecentesco e due cugine di quest’ultimo.

Attualmente sotto inchiesta per omicidio colposo e lesioni personali colpose, secondo gli esiti della consulenza – nella quale lo stato di manutenzione e conservazione del balcone viene definito “carente” – l’esperto individua possibili ulteriori responsabilità penali in capo alla proprietà. In particolare viene fatto riferimento alle ipotesi di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, di danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e di violazione delle norme poste a tutela dei beni culturali, considerando che la villa è sottoposta alla salvaguardia della Soprintendenza.

“Sul balcone – scrive il consulente – non risultano essere stati effettuati tutti gli interventi preventivi necessari a limitare le situazioni di rischio e a garantirne la fruizione, né quelli manutentivi o di controllo delle condizioni del bene culturale, finalizzati al mantenimento della sua integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti”.

A sostegno di questa valutazione, l’ingegnere richiama la presenza di muschio e di altri segni di degrado riscontrati durante i sopralluoghi, elementi che – si legge nella relazione – denotano “una carenza di manutenzione ordinaria che, di fatto, incide sulla durata del bene ed è indice di un mancato controllo delle sue condizioni nel tempo“.

E ancora: “La situazione di degrado del terrazzino e la rottura presente a lato dello stesso, oltre alla tutela imposta al bene dalla Soprintendenza mediante un obbligo di conservazione, avrebbero dovuto indurre a verificare, considerata la funzione del balcone, la sua effettiva idoneità dal punto di vista statico, imponendo, se del caso, una limitazione al suo utilizzo o addirittura l’inibizione dell’accesso”.

“La questione, pertanto, non è incardinata sul fatto che il numero di persone salite sul balcone fosse o meno superiore a quanto previsto da una specifica norma, ma piuttosto sul fatto se il suo utilizzo, alla luce dell’obbligo di conservazione del bene, fosse effettivamente consentito oppure avrebbe dovuto essere limitato” chiude il consulente della Procura.

I reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose si configurerebbero dunque, secondo la consulenza, nel momento in cui la proprietà avrebbe consentito l’accesso di più persone al balcone “senza preliminarmente verificarne lo stato e omettendo le necessarie opere di manutenzione e consolidamento”. La mancanza di “lavori necessari a verificarne la stabilità e la staticità stante una situazione di degrado generalizzato” potrebbe invece, sempre secondo l’esperto, portare la Procura a contestare anche l’omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.

A queste ipotesi si aggiungerebbero inoltre il danneggiamento del patrimonio archeologico, storico e artistico e la violazione delle norme a tutela del bene culturale, dal momento che il crollo avrebbe provocato “un danno materiale al patrimonio culturale dello Stato”, originato da una “omessa manutenzione, vigilanza e prevenzione del degrado, oltre che dal mancato mantenimento dell’integrità e dell’efficienza funzionale del bene, in violazione degli obblighi di conservazione imposti”.

L’incidente era avvenuto attorno alle 10 di mattina del 9 dicembre 2024.

La gita, organizzata in una giornata di pioggia battente, faceva parte di un’escursione alle ville storiche della zona. Villa Rivani Farolfi, uno dei principali punti di interesse, era stata riaperta appositamente per l’occasione dal proprietario. Durante il tour, gli studenti – tutti alunni di una quinta elementare e di una seconda media di Riva del Po – avevano potuto visitare le stanze interne della villa e poi affacciarsi dal balcone, godendo così della vista mozzafiato.

Dopo aver terminato il giro, però, il professore e una guida turistica si erano fermati sul balcone, dove poi è avvenuto il crollo improvviso. Entrambi erano caduti da un’altezza di circa quattro metri, travolti da frammenti di marmo e calcinacci.

I due feriti erano stati soccorsi e trasportati in ambulanza all’ospedale di Cona. Tra i due in un primo momento sembrava versare in condizioni peggiori la guida turistica, conosciuto in paese. Ma, dopo oltre una settimana di ricovero, in cui aveva sempre la febbre alta, Benetti – che aveva diverse microfratture, un’infezione causata da alcune schegge e allergie a molti antibiotici – morì improvvisamente, verosimilmente a causa delle complicanze delle ferite. Fuori pericolo invece l’altro ferito, che si salvò.

Parti offese nella vicenda sono la madre del professore, assistita dall’avvocato Simone Bianchi, e la guida turistica, assistita dall’avvocato Federico Battistini.

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