Comacchio. A Comacchio la scuola pubblica torna al centro del dibattito. Nicola Tassella, esponente del Partito Democratico ed ex sindacalista scolastico, sottolinea come i tagli agli organici siano “una scelta politica precisa. Una scelta del governo guidato da Giorgia Meloni. Una scelta che colpisce soprattutto i territori come il nostro”.
“Quando si applicano logiche puramente numeriche alla scuola, i primi a pagare sono sempre i territori diffusi, le comunità più piccole, le realtà come Comacchio, dove la scuola è molto più di un edificio: è un presidio sociale, culturale, educativo”, afferma Tassella, ricordando che ridurre gli organici significa “indebolire la scuola pubblica. Significa mettere in difficoltà i plessi. Significa ridurre le opportunità per i ragazzi. Significa togliere pezzi di futuro a un territorio”.
Il silenzio della destra locale è “assordante”, continua, poiché “chi oggi si candida a rappresentare nel nostro territorio i partiti che sostengono questo governo non ha speso una parola su quello che sta accadendo alla scuola pubblica. Non una presa di posizione. Non una difesa delle nostre scuole. Non una richiesta al governo. Nulla”.
Di fronte a queste scelte, il PD propone un’altra strada: “Davanti al calo demografico non si taglia la scuola. La si rafforza. Si investe negli organici. Si difendono i presìdi educativi. Si sostiene la qualità dell’istruzione. Perché la scuola non è una spesa. È la prima infrastruttura civile di un Paese”.
“E Comacchio non può essere trattata come una periferia sacrificabile”, conclude Tassella. “Chi oggi chiede il voto dovrebbe dirlo chiaramente ai cittadini: se sta con chi taglia la scuola pubblica o con chi la difende. Perché sulla scuola non si può restare neutrali. Bisogna scegliere”.
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