Parto con una domanda: ma non è blasfemo giustificare guerre in nome di DIO?
Sono questi gli insegnamenti che ci ha lasciato Cristo e i martiri che l’hanno seguito?
A me non sembra proprio……
La chiesa ha fatto le crociate in nome di DIO, e probabilmente il povero Gesù se lo avesse saputo, non si sarebbe fatto crocifiggere.
Come altre religioni in passato hanno armato i pensieri della gente contro altra gente, infilando bombe nelle tasche di ragazzi per poi farli bruciare per proteggere un sogno illusorio.
Un bisogno ricorrente di ricerca di spiritualità si distingue per guide supreme e capipopolo, che si perde come una goccia d’acqua in mezzo al mare, risultando ipocrita e falso.
Mettiamoci nella testa che oggi la guerra non è mai santa, ma sempre più governanti si presentano con il libro in una mano e la bomba nell’altra.
E il ciclo non si rompe mai, ma si rafforza.
Che Dio perdoni tutto il nostro blasfemismo, che Gesù, che predicava la fratellanza tra gli esseri umani, quasi da connetterti con le basi del socialismo, perdoni tutto questo confusianesimo, che San Francesco altro fautore di fratellanza e umiltà assoluta, oggi nel suo ottocentesimo della sua morte, perdoni noi tutti.
Davanti alle catastrofi, come davanti ai funerali, nel posto in prima fila c’è sempre un governante che cena sempre con i santi, ma che dietro le quinte è sempre pronto a trattare con il mercante.
E quindi il ciclo non si rompe mai.
La realtà in fondo è tutta molto chiara, i nuovi padroni della terra si arrovellano sempre per il dio denaro creando cleptocrazie e autocrazie nazionali sempre più violente.
l’arricchirsi con la guerra, oggi, è tutt’altro che un reato, ha sempre la sua giustificazione profetica e preconfezionata.
L’economia di guerra per il capitalismo violento di oggi è diventato pane indispensabile e se non esistono nemici all’improvviso vengono creati.
La disinformazione genetica è alla base dell’orientamento delle masse e dei popoli, con strumenti che oggi possiamo definirli degni del più crudele disegno infernale. Non riusciamo a costruire una società che si connetta con l’umanità intera, pur avendo avuto situazioni sulle quali avremmo dovuto trarre conclusioni e insegnamento, invece si fomentano paure ovunque per alimentare brutalità.
L’Europa, gregge di Pietro e culla della cristianità, ha proiettato giustamente nel suo percorso certe basi laiche, non dimenticando le proprie radici, ma che di fronte alla sua più grande occasione, cioè il palcoscenico mondiale ha fallito miseramente risultando sfilacciata e disallineata in tutto quello che fino a ieri ha rappresentato.
Tutto sfugge come sabbia tra le mani. Se esiste un DIO, e Dio esiste, che maledica tutti i portatori di morte e di male assoluto, indistintamente da bandiere e correnti e benedica chi parla di pace a cuore aperto.
Sono sicuro che quel che dico potrebbe non essere apprezzato da tutti, ma domani non vorrei essere certo io a sparare a mio fratello.
Dovete perdonare i miei toni forti, ma con tutto quello che sta succedendo sono veramente nauseato, compresa l’inedia di tanti di noi davanti a situazioni che sembrano lontane dalla nostra realtà, ma che invece domani potrebbero presentarsi davanti al nostro giardino.
Concludo dicendo: nell’esperienza spirituale, non conosco nulla di più scoraggiante di quei credenti che danno sempre l’impressione di camminare sulla vetta della montagna.
La Parola di Dio ci racconta di uomini che sapevano che cosa significa sentirsi abbattuti o trovarsi in doloroso e desolante affanno.
Mentre cerco tra le stelle la bellezza del creato.
Andrea Pambianchi