Per la storica e mitica Telestense, la Tv che ha ccompagnato per oltre 40 anni la nostra vita, è davvero finita e una intera comunità dovrebbe portare il classico lutto al braccio.
Siamo in tanti a piangere la scomparsa di una voce straordinaria che ha potuto contare sul contributo offerto da tanti professionisti e molti giovani entusiasti che hanno messo a disposizione non solo le proprie competenze, ma il cuore e l’anima impegnandosi ogni giorno nella costruzione di una serie di servizi, a partire dal Tg, che hanno regalato ai ferraresi una informazione equilibrata, mai faziosa ma sempre lucida e puntuale. Siamo entrati nelle case dei nostri concittadini consapevoli del ruolo che svolgevamo e quindi con umiltà e senso della notizia.
Purtroppo però ad un certo punto la macchina che avevamo oliato con grande passione, si è inceppata ed ha cominciato a perdere colpi, cominciando da quella cronaca locale punto di forza dell’emittente che è andata spegnendosi giorno dopo giorno. A questo vanno aggiunti almeno altri due aspetti negativi: la difficoltà della proprietà di mantenere rapporti sani con le più sigificative realtà del territorio e l’atteggiamento di chi si presentava con scritto in fronte: “io sono la televisione”.
Non posso però dimenticare che grazie a questa televisione, ho fatto il lavoro che ho sempre sognato, il giornalista, peccato questo triste finale. Non mi azzardo a ricordare tutti i colleghi con i quali ho lavorato, sono tanti e certamente ne dimenticherei qualcuno. Allora vi abbraccio tutti e lancio una proposta, vediamoci a cena o a pranzo lasciando da parte le lacrime per salutarci come si deve.
Marco Mariotti