La coltivazione della bietola nel 2026 tra alti e bassi è stata al centro di un incontro lo scorso 12 marzo tra il presidente di Coprob e diversi soci bieticoltori, con un solo stabilimento di lavorazione attivo a Minerbio, mentre lo zuccherificio di Pontelongo nel Veneto è sospeso. Ma Coprob, l’unico produttore di zucchero made in Italy vuole rilanciare la filiera e rassicura i produttori nonostante uno scenario problematico.
“Le semine in Emilia-Romagna – ha raccontato Luigi Maccaferri, presidente della Cooperativa Produttori Bietole, unico player dello zucchero nazionale e titolare del marchio Italia Zuccheri, nell’incontro nella sala conferenze di Coldiretti Ferrara in Via Hirsch, 19 – sono già oltre l’80% dei contratti di coltivazione 2026, con un incremento di superfici e la prospettiva di confermare il prezzo ed i sostegni finanziari alla coltura del 2025. La decisione di sospendere l’attività della fabbrica di Pontelongo è la conseguenza di superfici nella regione Veneto insufficienti a coprire i costi industriali, peraltro in aumento anche a causa dei maggiori costi energetici, ma se gli agricoltori non riescono più a fare reddito con le bietole non possiamo immaginare che le filiere possano continuare a rendere. Ed oggi il problema, per le bietole, come per molte altre colture è la riduzione netta della produttività, sia per linee genetiche di seme che non sono studiate in modo specifico per le nostre aree di produzione, sia per il venir meno delle molecole necessarie alla difesa della coltura. Se si aggiungono gli aumenti dei costi di produzione per mezzi tecnici e carburanti ed andamenti climatici avversi negli anni scorsi, è evidente che gli agricoltori, pur consci del valore agronomico della bietola, prendono altre strade. Coprob – ha aggiunto Maccaferri – persegue, in accordo e collaborazione con Coldiretti, una strategia su più livelli, da quello dello studio e ricerca sul seme, alla assistenza tecnica più efficacie, alla razionalizzazione dei trasporti, alla diversificazione produttiva degli zuccherifici per abbattere i costi fissi industriali, ad una alla commercializzazione che qualifichi lo zucchero italiano a livelli di prezzo maggiori di quelli mondiali, che sono calati in modo drastico negli ultimi mesi, passando da una etichettatura d’origine che eviti possibili confusioni per i consumatori, rendendo possibile, assieme ai sostegni accoppiati ed ai contributi regionali, dare un reddito ai bieticoltori e agli altri attori della filiera bieticolo saccarifera”.
Negli interventi dei produttori è emerso l’appello a rivendicare una filiera realmente made in Italy, nella quale l’impresa agricola trovi la giusta remunerazione, anche con la fissazione di un costo medio di produzione e di un ragionevole reddito d’impresa che possa essere fissato da ISMEA e fatto valere nelle contrattazioni, al di sotto del quale si ricadrebbe nelle pratiche commerciali sleali, unitamente alla necessità di programmazione pluriennale e di reale comunione di intenti con le scelte di Governo ed Unione Europea sulla sopravvivenza del settore.
Il presidente di Coldiretti Ferrara, Federico Fugaroli, nel ringraziare Maccaferri della disponibilità alla presenza ed al confronto e della chiarezza delle posizioni espresse, ha sottolineato il dato “politico” legato all’azione di Governo e Regioni nel condividere scelte necessarie a supportare la coltura e quindi la filiera della bietola e dello zucchero, che Coprob ed anche Coldiretti stanno proponendo, finalizzate a traghettare il settore ad una capacità produttiva e reddituale che possa essere indipendente da contributi e sussidi quanto più possibile ma che oggi ancora ne necessita. Luca Benazzi, consigliere di Coprob e rappresentante della Consulta Bieticola di Coldiretti Ferrara ha ringraziato i soci presenti e la capacità di Maccaferri di spiegare al meglio le dinamiche del settore, dando l’opportunità al direttore di Coldiretti Ferrara, Alessandro Visotti, di auspicare il ritorno della centralità del territorio ferrarese nella produzione bieticola, condividendo sia gli interventi del presidente Maccaferri, sia dei soci bieticoltori, insistendo nella rivendicazione di un metodo che interessi tutte le produzioni, che parta dalla necessaria remunerazione delle imprese agricole e da queste nella costruzione di filiere dove il valore sia equamente suddiviso e che possa valorizzare concretamente il fattore identitario e riconoscibile delle produzioni italiane, zucchero compreso.
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