Comacchio
13 Marzo 2026
La petizione di Coralba Bonazza accolta come ricevibile: si chiede di aprire un percorso legislativo verso l’abolizione della caccia ricreativa nell’Unione europea entro il 2030

Da Comacchio al Parlamento europeo: la sfida contro la caccia per divertimento

di Redazione | 2 min

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Comacchio. Una domanda semplice ma scomoda è arrivata fino al Parlamento europeo: è ancora accettabile uccidere animali selvatici per divertimento? La cittadina comacchiese Coralba Bonazza ha presentato al Parlamento europeo la petizione n. 2020/2025 chiedendo l’avvio di un percorso legislativo per l’abolizione della caccia sportiva e ricreativa nell’Unione europea.

La Commissione per le petizioni del Parlamento europeo ha dichiarato la petizione ricevibile, riconoscendo che la questione sollevata rientra nelle attività dell’Unione. Il documento è stato trasmesso alle commissioni parlamentari competenti per ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare e all’intergruppo “Biodiversità, caccia e campagna”.

La petizione richiama un dato spesso ignorato: ogni anno milioni di animali selvatici vengono uccisi non per necessità alimentare, ma per svago. Uccelli migratori, cervi, lepri e volpi diventano bersagli di un’attività ricreativa che, secondo numerosi studi scientifici, può alterare gli equilibri naturali e contribuire alla perdita di biodiversità.

Nel testo si richiama anche l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che riconosce gli animali come esseri senzienti, cioè capaci di provare dolore e sofferenza.

Il Parlamento europeo ha concluso l’esame della petizione ricordando che la regolamentazione della caccia resta principalmente competenza degli Stati membri. Tuttavia il caso entra ora negli archivi ufficiali delle istituzioni europee come iniziativa civica che solleva un interrogativo sempre più presente nel dibattito pubblico: quale spazio può avere, nell’Europa della tutela della biodiversità, una pratica che comporta l’uccisione di animali per puro divertimento?

La petizione chiede che l’Unione europea avvii una riflessione legislativa con l’obiettivo di arrivare, entro il 2030, alla fine della caccia sportiva e ricreativa.

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