Francesco Rendine (Civica Fabbri) esprime forte perplessità e, attraverso una risoluzione, chiede di non approvare la mozione presentata da La Comune di Ferrara nella quale si chiede al Comune di introdurre valutazioni ambientali per i grandi eventi.
Una perplessità che dice derivare “dall’impostazione generale della mozione” che il consigliere ritiene “tecnicamente impropria, normativamente non coerente e potenzialmente penalizzante per la vita culturale ed economica della città”.
Una bocciatura a 360 gradi con la proposta della consigliera Anna Zonari che “rischierebbe di introdurre ulteriori livelli burocratici e procedurali non previsti dalla legislazione nazionale”. E il risultato, secondo il consigliere sarebbe quello di “rallentare o scoraggiare l’organizzazione di eventi culturali e musicali; generare incertezza amministrativa per gli organizzatori; produrre un danno economico e di immagine per la città senza garantire un reale miglioramento delle condizioni ambientali o di sicurezza”.
Per Rendine la mozione presentata proporrebbe l’introduzione di procedure assimilabili alla Verifica di Assoggettabilità a Via previste dal Decreto Legislativo 152/2006 per eventi temporanei di carattere culturale o musicale. Un impostazione che presenterebbe “criticità interpretative e normative, in quanto le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale previste dal citato decreto legislativo riguardano progetti infrastrutturali, impianti, opere o interventi permanenti o semi-permanenti, e non manifestazioni temporanee la cui autorizzazione è già disciplinata da specifiche normative di pubblica sicurezza e di tutela ambientale”.
Gli eventi pubblici con un afflusso di persone rilevante, precisa Rendine, “sono già soggetti a procedure autorizzative articolate che comprendono, tra l’altro: valutazioni della Commissione Comunale o Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo; piani di safety e security coordinati con le autorità di pubblica sicurezza; verifiche acustiche e deroghe temporanee ai limiti previsti dalla zonizzazione acustica comunale; prescrizioni della Soprintendenza nei casi di utilizzo di beni monumentali”.
Il consigliere della Civica Fabbri individua quindi nei parametri quantitativi come il limite di 10.000 persone o la densità di 1,5 persone/m² che risulterebbero “non coerenti con le normative di riferimento in materia di sicurezza degli eventi pubblici, le quali demandano la definizione delle capienze e delle densità alle valutazioni tecniche dei piani di sicurezza e alle indicazioni delle autorità di pubblica sicurezza”.
Insomma, secondo Rendine, “la mozione presenta alcune incongruenze logiche e tecniche”. Tra queste cita: “l’assimilazione di spazi urbani consolidati e storicamente utilizzati per manifestazioni pubbliche (come piazze cittadine) a ‘ecosistemi fragili’ senza alcuna base tecnico-scientifica o studio di supporto; l’affermazione secondo cui l’impatto ambientale dei grandi eventi sarebbe ormai “sistemico” senza indicazione di dati, monitoraggi o studi che dimostrino tale fenomeno; l’introduzione di monitoraggi fonometrici continuativi h24, misura che risulterebbe sproporzionata rispetto alla durata effettiva degli eventi e già disciplinata dalle procedure di deroga acustica previste dalla normativa regionale; la previsione di una “neutralità ambientale” degli eventi, concetto non definito né previsto dalla normativa vigente e difficilmente applicabile a qualunque attività urbana con presenza di pubblico”.
Rendine invita quindi il Consiglio Comunale a “non approvare la mozione nella formulazione proposta, promuovendo invece eventuali iniziative che: valorizzino gli strumenti già previsti dalla normativa vigente; migliorino il coordinamento tra sicurezza, tutela ambientale e organizzazione degli eventi; mantengano un equilibrio tra tutela del patrimonio urbano e sviluppo culturale e turistico della città”.
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