Politica
11 Marzo 2026
Risposta dell’assessore regionale Paglia all’interpellanza di Calvano e Lagretti che ora chiedono di "rafforzare la collaborazione istituzionale per garantire soluzioni abitative dignitose"

Grattacielo. Dal Comune nessun passo per trovare soluzioni rapide e adeguate

di Redazione | 3 min

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Per gestire l’emergenza del Grattacielo il Comune di Ferrara non ha formalmente attivato un’interlocuzione istituzionale con la Regione Emilia-Romagna nonostante l’eccezionalità dell’evento lo richiedesse. È quanto si evince dalla risposta che l’assessore Giovanni Paglia ha dato all’interpellanza dei consiglieri regionali Paolo Calvano (Pd) e Simona Lagretti (Avs), presentata lo scorso 27 gennaio.

Paglia fa sapere che l’Assessorato “ha avviato interlocuzioni preliminari di carattere conoscitivo, finalizzate a esplorare” ma il Comune di Ferrara non ha “formalmente attivato un’interlocuzione istituzionale con la Regione Emilia-Romagna”. “L’eccezionalità dell’evento e la dimensione dello sfollamento di centinaia di persone – scrive nella risposta – richiedono un coordinamento istituzionale che va oltre le sole capacità operative del Comune“.

Nell’interpellanza i consiglieri chiedevano proprio se il Comune di Ferrara avesse avviato un’interlocuzione e come la Regione potesse supportarlo nella gestione dell’emergenza.

La regione ha comunque cercato “opzioni percorribili” con “l’obiettivo della definizione congiunta di percorsi e strumenti per l’individuazione e l’attivazione di soluzioni abitative ritenute adeguate al contesto di riferimento”.

Nella ricerca di queste opzioni un interlocutore è stato trovato nella Prefettura grazie alla cui intermediazione è stato possibile “individuare la struttura dell’ex ospedale psichiatrico – Complesso San Bartolo di proprietà dell’Ausl Ferrara, per essere messo a disposizione dei nuclei sfollati“. La gestione dell’immobile è stata affidata alla diocesi di Ferrara fino al 31 luglio “al fine dell’ospitalità temporanea dei nuclei anche attraverso la Caritas diocesana”.

“La Regione – aggiunge Paglia – ha accordato al Comune di Ferrara l’adesione al programma Patto per la Casa attraverso il quale può reperire la disponibilità di alloggi privati la locazione a canone concordato di immobili privati sfitti a vantaggio di nuclei della fascia di reddito media e medio bassa attraverso l’Acer e i contributi regionali per l’attivazione dei contratti e a garanzia delle eventuali morosità”.

“La risposta ricevuta – dice Lagretti – conferma un elemento che riteniamo politicamente rilevante: il Comune di Ferrara non ha ritenuto di attivare un confronto istituzionale formale per affrontare un’emergenza abitativa che coinvolge centinaia di cittadine e cittadini ferraresi”.

“Parliamo – prosegue – di persone che vivono e lavorano nel nostro territorio, lavoratori che garantiscono servizi essenziali e che oggi si trovano improvvisamente senza casa. Riteniamo che situazioni di questa portata richiedano il pieno coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. La Regione ha dimostrato disponibilità e senso di responsabilità, ma non può scavalcare il Comune di Ferrara: senza un’adeguata collaborazione dell’ente locale diventa difficile individuare soluzioni rapide e strutturate, nel rispetto delle competenze di ciascuno”.

Per Paolo Calvano “la Regione ha dimostrato senso delle istituzioni e concretezza, attivandosi anche in assenza di un passaggio formale da parte del Comune. In situazioni straordinarie è fondamentale che tutti gli enti collaborino pienamente per garantire risposte rapide e adeguate ai cittadini coinvolti”.

La disponibilità della Regione ad accordare al Comune di Ferrara l’adesione al programma Patto per la Casa fa ribadire a Calvano come ora sia “essenziale proseguire lungo questa strada, rafforzando la collaborazione istituzionale per garantire soluzioni abitative dignitose e tempestive a tutte le persone coinvolte dall’emergenza”.

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