“Reale è sociale, non esiste economia senza relazioni, né valore pubblico senza comunità”. Così Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna commenta l’approvazione della Giunta, martedì scorso, del Piano d’azione territoriale dell’economia sociale. “La Camera di commercio di Ferrara Ravenna – aggiunge – riconosce formalmente il ruolo di un’economia che non misura il proprio impatto solo in termini di Pil, ma nella capacità di generare coesione, fiducia e inclusione”.
Ferrara e Ravenna costituiscono un polo centrale per l’economia sociale non solo in Emilia Romagna, accogliendo più di 2.000 organizzazioni a impatto sociale. Un ecosistema (l’1,4% del totale nazionale ed il 16,6% delle 11.567 organizzazioni regionali), che tiene insieme economie locali, servizi pubblici e capitale umano che operano nei campi più diversi: dai servizi alla persona alla sanità, dall’educazione all’inclusione lavorativa, dalla cultura alla rigenerazione urbana. Formazione, costruzione di competenze, misurazione dell’impatto sociale (implementando l’Osservatorio dell’economia), attrazione di nuove generazioni di imprenditori, innovatori e leader, valorizzandone il potenziale di innovazione e motivazione. Queste alcune delle priorità della Camera di commercio per costruire, in sinergia con le associazioni di categoria, un modello di sviluppo che valorizzi sempre più il saper fare impresa in modo responsabile e innovativo, creando valore per sé e per la collettività.
Per riuscirci – fanno notare dalla Camera di commercio – serviranno un nuovo protagonismo della pubblica amministrazione, chiamata non solo a regolare ma a orientare le risorse, una finanza che sappia leggere e valorizzare il capitale relazionale, che investa sulla fiducia e sull’impatto, non solo su garanzie e margini, un’impresa che riconosca nella collaborazione con il mondo cooperativo e comunitario una risorsa competitiva e non un vincolo.
“Il vero salto – ha proseguito Guberti – non sarà economico ma culturale: passare da un’idea di efficienza che esclude a una di efficacia che include; da una crescita che consuma a una crescita che rigenera. In un tempo in cui la fiducia è la risorsa più carente, l’economia sociale rappresenta il laboratorio di un nuovo realismo economico: quello che riconosce che “reale” è sociale, che senza relazioni non c’è economia e che il valore non nasce solo dalla produzione, ma dalla connessione tra persone, territori e istituzioni. Perché la vera modernità non è produrre di più, ma produrre insieme”.
Già mossi i primi passi per dare concretezza al Piano: la Camera di commercio ospiterà a Ravenna il prossimo 20 aprile la tappa del roadshow organizzato da Si.Camera, in stretta collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Invitalia, con l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità e le opportunità offerte dal modello di società Benefit, mentre è allo studio un focus dell’Osservatorio dell’economia sul valore della coesione sociale nei territori ferrarese e ravennate.
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