Campotto. Salvare i secolari gelsi neri di Campotto. È questo l’obiettivo dell’intervento realizzato nei giorni scorsi per mettere in sicurezza due storici esemplari che da oltre un secolo e mezzo caratterizzano il paesaggio del territorio.
Le due piante, considerate veri e propri “patriarchi arborei”, hanno infatti più di 150 anni e negli ultimi tempi hanno dovuto affrontare numerosi eventi atmosferici, tra fortunali e alluvioni, che ne hanno compromesso in parte la stabilità. Per questo è stato necessario un intervento fitosanitario e di manutenzione straordinaria.
L’operazione è stata preceduta da un controllo approfondito effettuato da una ditta specializzata, con verifiche che hanno riguardato l’intera struttura delle piante: dalle radici al fusto, fino ai rami e alla chioma. Il lavoro si è reso necessario dopo la rottura di una grossa branca, che ha richiesto uno sfoltimento delle fronde e un intervento di consolidamento.
Si è trattato di una complessa attività di arboricoltura avanzata, che ha previsto la riduzione della chioma e la successiva ricostruzione con il diradamento dei nuovi getti cresciuti negli ultimi anni. Inoltre sono stati installati speciali cavi di sostegno per mettere in sicurezza i tronchi più critici, senza però impedirne il naturale movimento.
Per la loro imponenza, la bellezza e il valore storico, i due gelsi saranno ora proposti alla Regione per il riconoscimento come alberi monumentali regionali. Si tratta infatti di autentici testimoni del territorio e delle sue tradizioni.
In passato, infatti, a Campotto i gelsi rappresentavano una risorsa fondamentale per la bachicoltura da seta, attività che per molti anni ha caratterizzato l’economia locale. Con il passare del tempo questi esemplari hanno continuato a vivere nonostante la presenza di strade, cavi aerei ed edifici sorti nelle vicinanze.
L’attenzione ora si estende anche ad altri alberi storici del territorio argentano. Si sta infatti valutando la manutenzione di almeno una dozzina di esemplari che raccontano usi e tradizioni locali. Non tutti, però, sono riusciti a resistere al tempo: un albero a Filo, vecchio di circa 200 anni, è recentemente crollato.
Un altro episodio ha riguardato una roverella, danneggiata da mezzi meccanici durante lavori di pulizia spondale lungo un canale di bonifica. Per l’accaduto la ditta incaricata dei lavori è stata sanzionata dalle guardie forestali con una multa di alcune migliaia di euro.
Nonostante tutto, nel territorio continuano a resistere numerosi esemplari storici tra gelsi, querce, salici, pini, pioppi e frassini, patrimonio verde che racconta la storia ambientale e culturale della zona.
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