Il cambio di posizione della consigliera regionale del Partito democratico Marcella Zappaterra sulla riforma della giustizia e sull’imminente referendum accende il confronto politico. Dopo le parole dell’esponente dem, che ha dichiarato di condividere nel merito i contenuti della riforma ma di voler votare no per ragioni politiche, arrivano le critiche da parte di esponenti del centrodestra.
A intervenire è stato innanzitutto Davide Bergamini, deputato di Forza Italia, che parla di «dietrofront» e di una scelta dettata dalla linea del partito. «Dispiace vedere sulla stampa il cambio di posizione della consigliera Zappaterra che, dopo essersi inizialmente espressa riconoscendo come la riforma della giustizia fosse equilibrata e utile per migliorare il sistema, si è poi trovata costretta a dichiarare il proprio voto contrario seguendo la linea imposta dal suo partito», afferma.
Secondo Bergamini, la vicenda dimostrerebbe «quale sia la concezione di democrazia interna del Partito Democratico», sostenendo che quando qualcuno prova a esprimere una posizione autonoma «arrivano subito pressioni e richiami all’ordine». Il deputato azzurro ribadisce inoltre il sostegno alla riforma, definendola «una riforma di civiltà che mira a rendere il sistema più equo, moderno e trasparente, separando in modo chiaro le funzioni tra chi accusa e chi giudica».
Sulla stessa linea anche Andrea Ferrari di Fratelli d’Italia, che in una nota parla di «incredibile voltafaccia» da parte della consigliera regionale dem. Ferrari richiama le dichiarazioni di Zappaterra, che avrebbe spiegato di condividere i contenuti della riforma ma di voler votare contro a causa delle modalità con cui il Governo affronta il tema della giustizia.
«Siamo davanti a un paradosso – commenta Ferrari –: per sua stessa ammissione Zappaterra si schiera per il no pur riconoscendo il valore e l’utilità della riforma». Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia si tratterebbe dunque di «un no politico», dettato più dallo scontro con il Governo che da una valutazione nel merito delle proposte.
Ferrari sottolinea inoltre come, sempre all’interno del Partito democratico, il consigliere comunale Elia Cusinato abbia invece aderito al comitato per il sì al referendum, scelta che a suo avviso dimostrerebbe come il tema della riforma della giustizia attraversi trasversalmente le forze politiche.
Per il centrodestra la riforma rappresenta un passaggio necessario per intervenire su alcuni nodi del sistema giudiziario, tra cui la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti e il superamento delle correnti all’interno della magistratura. Proprio per questo, concludono Bergamini e Ferrari, il voto contrario annunciato da Zappaterra sarebbe «una scelta dettata da logiche di partito più che dal merito della riforma».
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