Attualità
11 Marzo 2026
Procedono i lavori per l'evento di Radio 105 e con loro le polemiche: "Stona con il cuore Unesco di Ferrara"

Maxi palco in piazza Trento Trieste, scoppiano le critiche sui social

di Redazione | 3 min

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L’enorme palco allestito in piazza Trento Trieste per i festeggiamenti dei 50 anni di Radio 105, in programma dal 20 al 22 marzo, accende il dibattito cittadino e divide l’opinione pubblica. Nelle ultime ore i social si sono riempiti di commenti e critiche da parte di diversi ferraresi che contestano dimensioni, collocazione e costi dell’iniziativa nel cuore del centro storico, riconosciuto patrimonio Unesco.

Le immagini della struttura, imponente e visibile da gran parte della piazza, hanno infatti suscitato perplessità tra molti cittadini. In diversi sottolineano come l’allestimento appaia “fuori scala” rispetto al contesto architettonico rinascimentale della piazza, uno dei luoghi simbolo della città.

C’è poi chi mette in dubbio la scelta della location. Secondo alcuni, concerti e grandi eventi potrebbero essere spostati in spazi considerati più idonei, come lo stadio Paolo Mazza, oppure in zona Fiera. Dunque, aree meno delicate dal punto di vista storico e monumentale.

Nei commenti sui social – in particolare al post dell’assessore Matteo Fornasini – emerge anche un’altra riflessione: se da una parte si parla spesso di grande indotto economico legato ai concerti e agli eventi musicali, dall’altra molti ricordano come il centro storico continui a perdere attività commerciali. “Si parla di ricadute economiche – scrive qualcuno – ma nel frattempo i negozi del centro chiudono e le serrande abbassate aumentano”.

A intervenire nel dibattito è stato anche Diego Marescotti, attivista del Partito democratico, con un lungo post sui social che ha rilanciato ulteriormente la discussione.

“Tralasciando le polemiche – scrive – sul sequestro sistematico di spazi pubblici per concerti e sulle criticità delle strutture della cattedrale dovute alle vibrazioni accertate dei suoi emessi, quello che mi lascia perplesso è il silenzio della Soprintendenza davanti a questo ‘stupro’ reiterato di uno dei centri storici Unesco più belli d’Europa”.

Marescotti ricorda alcune vicende del passato per sottolineare quella che considera una disparità di trattamento. “La stessa Soprintendenza – osserva – che prima del 2019 ha vietato l’esposizione temporanea di ombrellini colorati in via Mazzini perché in contrasto con il patrimonio architettonico di Ferrara. La stessa che con le amministrazioni precedenti impose il divieto di installare quattro paletti luminosi per bloccare l’ingresso delle auto in piazza Ariostea”.

Nel post vengono citati anche episodi più recenti: “La stessa Soprintendenza – prosegue – che poco tempo fa non ha detto nulla sull’installazione di decine di bagni chimici appoggiati al Duomo del 1135 e che ora fa scena muta davanti a decine di betafence in cemento armato e acciaio che deturperanno per circa un mese piazza Trento Trieste”.

Intanto, mentre la macchina organizzativa dell’evento procede spedita verso l’apertura degli spettacoli, la discussione online continua a crescere e i ferraresi si interrogano sul rapporto tra grandi eventi e tutela del proprio patrimonio storico.

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