Cronaca
11 Marzo 2026
Un 32enne accusato di maltrattamenti e stalking nei confronti dell’ex compagna. La Procura chiede il rinvio a giudizio

Dal carcere lettera minatoria alla ex scritta con il sangue

di Pietro Perelli | 2 min

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La Procura di Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per Kristijan Duric, 32enne nato a Sarajevo, accusato di maltrattamenti e stalking nei confronti della ex compagna. Il trentaduenne le avrebbe anche inviato una lettera minatoria dal carcere scritta – almeno in parte – con il proprio sangue.

Entrambi erano già noti alle cronache locali per aver fatto parte, insieme ad altre due persone, di un gruppo dedito a furti in abitazioni che operava tra Ferrara, Rovigo e Padova.

I primi maltrattamenti risalirebbero a quando i due ancora vivevano insieme, tra il 2020 e il 2021, una convivenza che era stata interrotta dall’arresto di entrambi. La donna sarebbe stata sottoposta a violenze fisiche e verbali dal 32enne che l’avrebbe costretta a dimettersi dall’attività lavorativa per commettere i furti.

L’uomo l’avrebbe, in diverse occasioni, percossa con calci e pugni e le avrebbe ustionato le gambe con mozziconi di sigaretta oltre a rinchiuderla a chiave nel salotto di casa o a sequestrare le chiavi della macchina per impedirle di uscire. In una o più circostanze l’avrebbe anche minacciata ricordandole di avere una pistola.

La donna, in diverse occasioni, temendo per la propria incolumità, si sarebbe anche trasferita dai nonni ai quali il 32enne avrebbe anche minacciato di bruciare la casa se l’avessero ospitata ancora.

L’arresto arrivato a fine 2021 avrebbe impedito a Duric di proseguire i maltrattamenti, così avrebbe iniziato a minacciare la donna contattandola telefonicamente dal telefono del carcere. Sarebbe anche arrivato ad avvalersi della madre e delle mogli dei suoi compagni di cella per farle arrivare messaggi nel tentativo di convincerla a non porre fine alla loro relazione.

Oltre alle minacce di morte, le avrebbe anche inviato una lettera scritta – almeno in parte – con il sangue minacciandola di tornare a prendere la foto inviata nella stessa e scrivendo: “Vedrai finirà male”.

Nella prossima udienza preliminare del 24 marzo il giudice del Tribunale di Ferrara deciderà se rinviare l’uomo, difeso dall’avvocato Gianpaolo Remondi, a giudizio o meno.

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