“Gli uomini e le donne che fecero l’impresa. La bonifica dell’Agro Pontino” è il titolo de documentario, di Luigi Rossini, che sarà proiettato giovedì 12 marzo, alle 17:30, al Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara (via Borgo dei Leoni 28), nell’ambito degli eventi organizzati da Isco.
Storia, nella storia, del lavoro, dell’ingegno e del sacrificio di persone che trasformarono un’area paludosa in una terra feritile e abitabile. “Attraverso immagini di archivio e testimonianze dirette – anticipa Anna Quarzi, Presidente Isco – sarà possibile riflettere sul valore della bonifica e del lavoro collettivo”.
Una vicenda che parla anche ferrarese, furono infatti 4 mila i braccianti che partirono per l’Agro Pontino. Un esodo che ebbe il suo culmine fu tra il 1933 e il 1935, ma si protrasse fino al 1940, coinvolgendo Basso e Alto Ferrarese, quindi Berra, Copparo, Codigoro, Lagosanto, Massafiscaglia, Mesola, Ostellato. Ma anche Bondeno, Cento e Portomaggiore.
Un fenomeno reso possibile attraverso dall’ingente organizzazione che faceva capo al Commissariato per le Migrazioni e la Colonizzazione Interna (Cmci) – incaricato di svolgere la propaganda e di selezionare le famiglie che presentavano la domanda per emigrare – e all’Opera Nazionale Combattenti (Onc), incaricata dell’esproprio dei terreni e della costruzione delle case poderali nell’Agro da assegnare alle famiglie coloniche indicate dal Commissariato. Una pagina della storia che, ricorda Quarzi, è stata ricostruita da Cristina Rossetti nel libro “I Ferraresi nella colonizzazione dell’Agro Pontino (1994/1995) edito da Bulzoni. “Cristina Rossetti – spiega Quarzi – giunse a Pontinia dopo i suoi conterranei. Alle scuole medie “G. Verga”, negli anni ‘70, scoprì che molti ragazzi e ragazze conoscevano il dialetto ferrarese che lei stessa parlava. La curiosità e la passione l’hanno portata a indagare per non dimenticare le proprie radici e le proprie due patrie, Ferrara e Latina”.
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