Economia e Lavoro
11 Marzo 2026
Container bloccati nello stretto di Hormuz, rincari di energia e materie prime e costi di trasporto in aumento: le aziende ferraresi tra difficoltà operative e nuova incertezza

Cna Ferrara: la guerra in Medio Oriente pesa sulle imprese del territorio

di Redazione | 5 min

Leggi anche

Più tempo per presentare la domanda al bando “Affittami”

Più tempo per presentare la domanda e un’area di intervento più ampia, in linea con gli Hub del commercio. La Giunta comunale ha approvato l’ampliamento delle vie interessate e la conseguente proroga dei termini del bando “Affittami”

“La situazione si riassume in poche parole: stiamo aspettando due container di scambiatori di calore progettati da noi e fatti realizzare in un impianto cinese ad alta tecnologia. Li attendevamo per il 15 febbraio, pronti per essere destinati ai clienti finali. La guerra ha bloccato tutto, e ora i miei scambiatori di calore sono bloccati da qualche parte nello stretto di Hormuz, e non si sa quando e se arriveranno”.

Vittorio Mangolini – ex presidente di Cna Ferrara – è il titolare della Frasma, storica azienda ferrarese, socia Cna da sempre, che progetta e produce radiatori per impianti industriali. La guerra in Iran sta mettendo la sua azienda in grave difficoltà. “La compagnia di spedizioni a cui ci appoggiamo, e che ora ha in gestione i nostri scambiatori, ci ha inviato una mail che non lascia molto margine di speranza. Non è possibile prevedere, dicono, quando arriveranno i prodotti e i costi di trasporto saranno tutti rivisti al rialzo, non si sa di quanto”.

In un’economia fortemente globalizzata qualsiasi crisi internazionale finisce per avere effetti concreti anche drammatici sull’attività delle imprese, oltre che sulla vita dei cittadini.

Il caso Frasma è uno dei più eclatanti, ma sicuramente non l’unico.

Eleonora Fiorani – presidente di Cna Produzione Ferrara – è titolare di Estepack, impresa di Mirabello che produce imballaggi flessibili personalizzati: “Per realizzare i nostri prodotti utilizziamo polimeri (le poliolefine), cioè materiali plastici derivati dal petrolio e dal gas naturale. È chiaro che il conflitto in Medio Oriente, producendo fortissimi rincari del petrolio produce anche, di riflesso, forti rincari delle materie plastiche derivate. Attualmente le scorte che ho in magazzino mi permetteranno di andare avanti una decina di giorni, poi dovrò rifornirmi nuovamente e mi scontrerò con gli aumenti di prezzo: proprio oggi ho sentito due fornitori di fiducia e uno dei due ha già rivisto i listini al rialzo. Sui costi delle poliolefine, infatti, influiscono mille fattori: il petrolio impiegato nella produzione, l’energia necessaria, il trasporto, e anche le dinamiche speculative, che non mancano mai”.

Eleonora Fiorani aggiunge: “Le imprese di produzione hanno impiegato cinque anni a recuperare un minimo di equilibrio e stabilità dopo la crisi determinata dal Covid. Ora questa guerra ha sconvolto tutto e ci ha gettato nuovamente nell’incertezza”.

La verità è questa: accanto ai rincari incontrollabili, è proprio l’incertezza l’altro fantasma che, in questo momento, spaventa le imprese. Lo testimonia anche Laura Padovani, presidente di Cna Industria e titolare di Enginplast, azienda che produce macchinari per il dosaggio e il trasporto di materie plastiche. Sta programmando la spedizione in Messico di un macchinario di cui sta concludendo la produzione: “Mi è già stato comunicato dalla compagnia di spedizioni, a inizio settimana, che la spedizione mi costerà tra il 5 e il 10% in più visti i maggiori costi dei carburanti. Non è poco, soprattutto se si considera che i costi di spedizione, per accordi con il cliente, sono a carico di Enginplast. Il fatto è che tra due settimane i listini del trasporto verranno nuovamente aggiornati e non abbiamo modo di prevedere se e di quanto aumenteranno ancora. In queste condizioni è difficilissimo fare preventivi per nuove commesse, ma è altrettanto difficile gestire le commesse in corso. Un ritardo nel concludere la produzione può portare a ulteriori rincari del trasporto che finiscono per ridurre i margini di guadagno dell’impresa”.

Torna quindi il fantasma dell’incertezza. “Se il conflitto durerà relativamente poco – conclude Laura Padovani – possiamo reggere, ma se si prolunga rischiamo di tornare a un’instabilità pericolosissima”.

La Modelleria Meccanica Bonora, attiva a Ferrara dagli anni ’50, produce gli stampi utilizzati per produrre i pezzi meccanici di automobili di gran marca. Gli stampi in acciaio, una volta progettati e realizzati, vanno sottoposti a un trattamento, detto tempra, che ne migliora resistenza e proprietà meccaniche. “Devo quindi rivolgermi – spiega il titolare Roberto Bonora, a lungo vice presidente di Cna – a ditte specializzate i cui forni arrivano a temperature di novecento, mille gradi: potete immaginare i costi energetici e soprattutto i rincari che stiamo subendo, a causa dell’aumentato costo dell’energia”.

A questo si aggiungono i costi di trasporto: gli stampi prodotti dalla modelleria Bonora vanno spediti ad aziende italiane qualificate, che produrranno i pezzi per le più importanti case automobilistiche. “Anche qui gli aumenti non mancano: il trasporto in Lombardia, per esempio, può costare il 25% in più rispetto a prima del conflitto”.

“È evidente – conclude la responsabile dell’area economica di Cna Ferrara Amelia Grandi – che le tensioni geopolitiche internazionali e il conflitto in Medio Oriente stanno producendo effetti diretti anche sull’economia reale dei territori e sulle attività delle nostre imprese. Le imprese hanno dimostrato negli ultimi anni una grande capacità di resilienza, affrontando prima la pandemia e poi la crisi energetica, ma oggi si trovano nuovamente a operare in uno scenario globale instabile che rischia di ridurre ulteriormente la capacità di investimento delle aziende e di rallentare i percorsi di consolidamento e valorizzazione delle risorse. Nel nostro territorio queste dinamiche coinvolgono filiere centrali per il sistema produttivo come la meccanica di precisione, l’automotive e il packaging, settori fortemente integrati nei mercati internazionali e fondamentali per l’economia regionale e nel quale il territorio ferrarese esprime numerose eccellenze. Per questo auspichiamo un impegno congiunto delle istituzioni e del sistema economico per sostenere la competitività e la stabilità delle piccole e medie imprese”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com