La terza Commissione consiliare del Comune di Ferrara ha approvato all’unanimità l’accordo di collaborazione per la definizione delle modalità di affidamento e gestione dei contratti di servizio del trasporto pubblico locale tra Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Provincia di Ferrara, Comune di Ferrara, Srm Reti e Mobilità srl e Ami Agenzia Mobilità Impianti srl.
Il provvedimento è stato illustrato in Commissione dall’assessore alla Mobilità Stefano Vita Finzi Zalman e introduce una novità rilevante nell’organizzazione del servizio: il superamento dell’ambito unico “Bologna–Ferrara”, con la previsione di procedure di gara separate per l’affidamento del trasporto pubblico locale.
In concreto, il sistema sarà suddiviso in due lotti distinti, uno per il bacino di Bologna e uno per quello di Ferrara. Una scelta, ha spiegato l’assessore, ritenuta fondamentale per ottimizzare l’integrazione e aumentare l’efficacia del servizio nei rispettivi territori, tenendo conto delle loro differenti caratteristiche. Allo stesso tempo, l’accordo prevede il mantenimento di un coordinamento tra i due sistemi di trasporto, in particolare per quanto riguarda gli orari e l’organizzazione complessiva, con l’obiettivo di generare economie di scala ed evitare sovrastrutture organizzative.
Per garantire questo equilibrio tra autonomia e collaborazione, è previsto l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra Bologna e Ferrara, con il compito di seguire le procedure di gara e assicurare il coordinamento tra i servizi, ritenuto essenziale per rispondere alle esigenze di mobilità tra i due territori.
Nel dibattito in Commissione, la consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha riconosciuto le ragioni tecniche alla base della distinzione tra i due bacini, sottolineando però la necessità di rafforzare ulteriormente il coordinamento tra le reti. Zonari ha inoltre chiesto chiarimenti sul rafforzamento dell’asse ferroviario Bologna–Ferrara, ricordando come molti cittadini ferraresi siano pendolari verso il capoluogo regionale e come il tema sia strategico per la mobilità sostenibile.
L’assessore Finzi ha precisato che la componente ferroviaria rientra nelle competenze della Regione Emilia-Romagna. La Regione, ha spiegato, ha già avviato un confronto nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit), con un tavolo di lavoro al quale partecipano anche gli enti locali. Gli investimenti sull’asse ferroviario rientrano dunque nella programmazione regionale.
Sul tema delle differenze tra i sistemi di trasporto dei due territori è intervenuto anche il consigliere Ben Kulli (Civica Fabbri). Finzi ha evidenziato come Bologna e Ferrara presentino caratteristiche molto diverse: il capoluogo regionale sta investendo, ad esempio, anche nel progetto del tram, mentre Ferrara ha un territorio più esteso e la necessità di collegare distanze maggiori. Proprio queste differenze hanno spinto alla revisione dell’accordo, mantenendo sinergie ma rispettando le specificità locali.
Il consigliere Nanni (Pd) ha posto invece l’attenzione sulle diverse scale dei due sistemi di trasporto e sulla necessità di evitare che i territori meno densamente serviti possano essere penalizzati. In particolare ha chiesto se sia stato valutato un meccanismo per utilizzare parte dei maggiori ricavi generati nelle aree dove il servizio è più utilizzato a favore di quelle dove lo è meno, anche nell’ottica di ridurre il traffico automobilistico nell’area urbana di Ferrara.
Nella replica, l’assessore ha spiegato che il passaggio a gare differenziate implica inevitabilmente un ripensamento complessivo del servizio. Per quanto riguarda le tariffe, ha ricordato che gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti incidono solo in maniera minoritaria rispetto al costo complessivo del servizio. La separazione dei lotti, ha aggiunto, deriva anche da indicazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti e potrebbe rappresentare un vantaggio per Ferrara, dove la minore concorrenza su un numero più contenuto di chilometri potrebbe rendere più efficace la gestione del servizio.
«Non è un divorzio con Bologna – ha concluso Finzi – ma un coordinamento che mantiene sinergie, soprattutto nel caso in cui l’azienda che erogherà il servizio dovesse essere la stessa».
Al termine della discussione la Commissione ha votato il provvedimento: 14 i presenti, con voto favorevole unanime.
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