Cronaca
10 Marzo 2026
L'uomo è un professionista sanitario di 44 anni. Il tribunale di Viterbo gli ha inflitto cinque anni di condanna per volenza sessuale pluriaggravata

Medico ferrarese adescò una 13enne e la costrinse a giochi erotici online

di Redazione | 2 min

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Un medico ferrarese di 44 anni è stato condannato in primo grado – con rito abbreviato – a cinque anni di carcere per violenza sessuale pluriaggravata ai danni di una 13enne della provincia di Viterbo per aver adescato, ricattato e costretto la minore, insieme ad altri tre uomini, anche loro condannati, a inviare foto e video a sfondo sessuale.

Secondo l’accusa, spacciandosi per coetanei della giovane vittima, gli uomini – arrestati dai carabinieri a dicembre di due anni fa – avrebbero agganciato la 13enne online tramite la piattaforma di videogiochi Roblox. Poi, dopo i primi contatti, l‘avrebbero spinta a spostare la conversazione su app di incontri online tra cui Connected e Boo.

Qui, raccomandandole di mantenere il segreto con i propri genitori, la 13enne sarebbe stata costretta a rapporti sessuali in video-chat, anche in orario notturno, che finivano solamente una volta soddisfatte le parafilie dell’adulto di turno che, in qualche occasione, avrebbe anche chiesto il coinvolgimento dei fratellini più piccoli della giovane.

Le richieste, secondo l’accusa sostenuta dalla pm Vittoria Bonfanti della Procura di Viterbo, sarebbero state accompagnate da pesanti minacce e ricatti. Gli imputati avrebbero, infatti, intimato all’adolescente di continuare a inviare materiale, minacciando in caso contrario di rivelare tutto alla famiglia e persino di andare a prenderla sotto casa.

A far partire le indagini è stata la denuncia della madre della ragazzina che, dopo aver notato strani comportamenti nella figlia, ha chiesto aiuto ai carabinieri che, dopo gli accertamenti, sono riusciti a smantellare una rete di cui facevano parte, oltre al medico, anche un 23enne di Torino, un 26enne di Rignano Flaminio, un 33enne di Napoli.

Due di loro sono stati condannati a otto anni, un terzo a nove anni per un totale di 30 anni di carcere, se si contano anche quelli inflitti al medico. Inoltre, il gup del tribunale di Viterbo ha disposto una provvisionale complessiva di 42mila euro che gli imputati dovranno versare nei confronti dei genitori della giovane ragazza, parte civile nel procedimento.

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