Spettacoli
11 Marzo 2026
Giovedì 12 marzo, un concerto immersivo nelle atmosfere della musica francese tra diciannovesimo e ventesimo secolo

I Cantori del Vòlto e il duo pianistico Auletta-Usai in concerto per Ferrara Musica al Ridotto

di Redazione | 3 min

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ll coro da camera I Cantori del Vòlto, diretto da Raffaele Giordani, e il duo pianistico formato da Teresa Auletta e Valentina Usai sono i protagonisti del concerto di giovedì 12 marzo di Ferrara Musica al Ridotto. La proposta vive della sinergia tra I Cantori del Vòlto, formazione nata con l’intento di esplorare il repertorio polifonico con rigore filologico e passione interpretativa, e la direzione di Raffaele Giordani, cantante di fama internazionale specializzato nel repertorio rinascimentale e barocco. La componente strumentale è affidata al duo pianistico costituito da Teresa Auletta e Valentina Usai, interpreti che fondono le rispettive esperienze solistiche nell’intesa tecnica e sensibilità espressiva, necessarie alle trasparenze del repertorio francese che caratterizza la serata.

L’appuntamento, in programma alle 20:30, invita l’ascoltatore a un viaggio immersivo nelle atmosfere della musica francese a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo. In un’epoca caratterizzata dalla ricerca di colori timbrici inediti e da una raffinata capacità di evocazione, il programma si snoda tra la coralità a cappella e il pianismo a quattro mani esplorando il tema del ricordo, della fiaba e della natura.

L’apertura è affidata alla suite Ma mère l’Oye di Maurice Ravel, nata originariamente per i figli di una coppia di amici, che trasporta l’ascoltatore in un universo di meraviglia infantile, dalla Pavane de la Belle au bois dormant al radioso finale del Jardin féerique. A questa dimensione onirica risponde la produzione corale di Claude Debussy con le Trois chansons de Charles d’Orléans, scritte tra il 1898 e il 1908; qui la modernità del linguaggio armonico si fonde con il rigore contrappuntistico del Cinquecento francese, creando un ponte tra passato e futuro.

Lo stesso spirito arcaizzante anima le Trois Chansons di Ravel, composte nel 1914 mentre l’autore attendeva di partire per il fronte, in cui la spensieratezza di Nicolette e la malinconia dei tre uccelli del paradiso diventano metafore di un’umanità fragile e vibrante. A seguire, la Dolly Suite op. 56 di Gabriel Fauré offrirà un ritratto delicatissimo del mondo dell’infanzia attraverso sei bozzetti pianistici che iniziano con la celebre Berceuse, una ninna nanna scritta per il primo compleanno della piccola Hélène Bardac, seguita dal vivace Mi-a-ou.

Il terzo movimento, Le jardin de Dolly, ci immerge in una natura serena e fiorita, mentre la successiva Kitty-valse sorprende per il ritmo danzante e leggero che descrive i giochi di un cucciolo. La suite prosegue con la lirica Tendresse, per concludersi con l’energia vitale del Pas espagnol, una danza trascinante che richiama i colori della Spagna tanto amati dai compositori francesi del tempo.

Chiude il concerto l’esecuzione del Cantique de Jean Racine op. 11, composto da un diciannovenne Fauré nel 1865, è un’opera corale intrisa di una serenità contemplativa e di un’eleganza melodica tipicamente francese.

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