Sono oltre 4 milioni gli italiani che convivono con una compromissione della funzione renale, ed è pensando a loro che Coop Alleanza 3.0 – prima catena della GDO a farlo in modo diffuso e sistematico – ha deciso di mettere a loro disposizione un formaggio speciale che non danneggia i reni, per ampliare e scelte alimentari anche in presenza di patologie specifiche senza rinunciare al piacere.
In 80 punti vendita di Coop Alleanza 3.0, dal Friuli Venezia Giulia all’Abruzzo, è infatti ora disponibile Frip (Free Phosphate), una linea di formaggi in cui il fosforo diventa non assorbibile grazie all’aggiunta di carbonato di calcio durante la produzione. Il procedimento è stato sviluppato e brevettato dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e la tecnica può essere applicata a diversi tipi di latte e a numerose varietà casearie. Il risultato? Un formaggio indistinguibile per gusto e consistenza da quello tradizionale, ma con una caratteristica in più: durante la digestione, il calcio si lega al fosforo formando un composto insolubile che viene eliminato dall’organismo. In parole semplici: il fosforo c’è, ma non viene assorbito.
Un’idea nata accanto a una culla
La storia di FriP comincia in un reparto di nefrologia pediatrica. I neonati con insufficienza renale non possono rinunciare al latte. Per proteggerli dall’eccesso di fosforo, i medici aggiungono quindi al latte una piccola quantità di carbonato di calcio, una sostanza insapore e inodore che lega il fosforo nell’intestino e ne impedisce l’assorbimento. Da questa pratica clinica nasce una domanda semplice e potente: se funziona nel latte per i bambini, può funzionare anche nel formaggio per gli adulti? La risposta è FriP.
La prova dei fatti
Non è solo un’idea suggestiva. È una soluzione studiata. Uno studio pubblicato sul Journal of Nephrology ha coinvolto pazienti in emodialisi e ha dimostrato che il consumo di formaggio FriP contribuisce a ridurre l’aumento del fosforo nel sangue tra una dialisi e l’altra, senza alterare i livelli di calcio. I partecipanti hanno apprezzato il prodotto, e molti hanno raccontato quanto sia stato importante poter reinserire il formaggio nella propria alimentazione. Perché non si tratta solo di nutrienti: si tratta di qualità della vita.
Buono come sempre. Più inclusivo che mai
Le persone con malattia renale devono già limitare proteine, sodio, potassio, liquidi. Ogni restrizione pesa non solo sul corpo, ma anche sulla quotidianità. FriP nasce per ampliare le possibilità di un regime alimentare già ristretto, non per medicalizzare il cibo. Non è classificato come alimento “a fini medici speciali”, ma resta un formaggio vero, che può essere venduto nei normali circuiti alimentari. Diversi caseifici italiani – dal latte vaccino a quello ovino, caprino e di bufala – hanno già adottato la metodologia FriP, dimostrando che innovazione e tradizione possono camminare insieme.
Prodotti con cura, distribuiti con responsabilità
I formaggi FriP sono frutto dell’incontro tra ricerca scientifica e grande tradizione casearia italiana. Sugli scaffali Coop Alleanza 3.0 verranno proposti il Fresco Dolce FriP, lo Squacquerone FriP, lo Stracchino FriP, la Caciotta FriP e la Caciotta Antiche Mura FriP, declinazioni diverse per consistenza e stagionatura, ma unite dalla stessa innovazione. Dietro ogni prodotto ci sono caseifici che hanno scelto di credere in questa metodologia – realtà come Caseificio Campagnola, Caseificio Montegrappa e Iaquilat – che lavorano il latte con la maestria di sempre applicando la tecnologia FriP.
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