Cento. Dopo due evasioni dagli arresti domiciliari nel giro di ventiquattro ore, è finito in carcere il 43enne di nazionalità albanese, ritenuto responsabile di una violenta serie di atti ritorsivi nei confronti dell’ex titolare dell’azienda per cui lavorava, arrivando fino al punto di danneggiarle l’auto dopo il licenziamento, dandole fuoco con una bottiglia molotov.
Nella mattinata di sabato 7 marzo, i carabinieri di Cento hanno infatti eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti dell’uomo che, come disposto dal gip del tribunale di Bologna, è stato portato nel carcere di via Arginone data la pericolosità sociale e le reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
La prima evasione era avvenuta nelle settimane precedenti. I carabinieri lo avevano rintracciato in un bar e lo avevano riportato agli arresti domiciliari, dove avrebbe dovuto attendere il processo per direttissima fissato per la mattinata di sabato 28 febbraio. Quel giorno, però, quando i militari erano andati a bussare alla porta dell’abitazione per prelevarlo e accompagnarlo in aula, non lo avevano trovato in casa. Erano quindi scattate immediatamente le ricerche, che avevano portato gli uomini del 112 a rintracciarlo in un altro bar, differente da quello dove era stato individuato la prima volta.
Oltre a distruggere l’auto dell’ex titolare, gli inquirenti avevano ritenuto il 43enne responsabile del tentato incendio di uno dei furgoni aziendali che, durante un secondo raid, era stato cosparso di liquido infiammabile senza però andare a fuoco.
A lui la Procura di Ferrara ha inoltre contestato altri reati connessi come la violazione di domicilio e le gravi minacce rivolte alla vittima.
I carabinieri quindi lo hanno rintracciato e lo hanno trasferito nel carcere di via Arginone, dove ora è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per rispondere dei reati contestati e delle ripetute evasioni.
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