Attualità
9 Marzo 2026
All'hotel Touring la presentazione dell'incontro di martedì 10 marzo con il costituzionalista Antonio Baldassare sul referendum giustizia

Presentato il comitato per il Sì. Aderisce anche il dem Cusinato

di Redazione | 3 min

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Un confronto pubblico sulla riforma della giustizia e sul referendum del 22 e 23 marzo, con un ospite di primo piano del mondo giuridico italiano. È stato presentato sabato 7 marzo all’Hotel Touring il comitato ferrarese “Cittadini per il Sì“, promotore dell’incontro in programma martedì 10 marzo alle 17.30 alla Sala della Musica con il presidente emerito della Corte costituzionale, il professor Antonio Baldassare.

L’iniziativa, organizzata insieme ad altri soggetti civici, vuole offrire ai cittadini un momento di approfondimento sui contenuti della riforma costituzionale che introduce, tra gli altri punti, la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti.

Tra i promotori del comitato spicca anche una presenza trasversale dal punto di vista politico: Elia Cusinato, consigliere comunale del Partito democratico, figura tra i fondatori del Comitato Cittadini per il Sì. Assente alla conferenza stampa per impegni di lavoro, ha fatto pervenire un messaggio in cui spiega le ragioni del proprio sostegno alla riforma.

“Come avrete avuto modo di apprendere pubblicamente da qualche tempo – ha scritto Cusinato -, io sostengo la separazione delle carriere dei magistrati perché ritengo sia l’unico modo per attuare davvero il principio del giusto processo. In primo luogo, credo fermamente nella terzietà del giudice: affinché sia un arbitro imparziale, deve esserci una netta distinzione tra chi accusa e chi giudica. Superare l’attuale contiguità tra PM e giudici serve a garantire che la difesa abbia lo stesso peso dell’accusa, eliminando ogni vicinanza istituzionale o psicologica. Il secondo punto cardine è la specializzazione delle funzioni: investigare e giudicare sono mestieri profondamente diversi che richiedono attitudini e percorsi formativi distinti. Separare le carriere permette al PM di affinare le proprie capacità investigative e al giudice di mantenere un approccio più rigoroso e “distaccato” nella valutazione delle prove. Con questa riforma, l’Italia si allineerebbe finalmente alle grandi democrazie liberali, rendendo il sistema giudiziario più trasparente, moderno e credibile agli occhi dei cittadini”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Cristiana Carpani, presidente del Comitato; Francesca Ravagnan, presidente del Comitato civico per un Giusto Sì; il vicesegretario provinciale di Forza Italia Francesco Fersini; la consigliera comunale Diletta D’Andrea; oltre agli avvocati Guglielmo Bernabei e Ines Brina e all’ex assessore Antonio fortini, membri del comitato.

Carpani ha illustrato i punti principali della riforma invitando a concentrarsi sul contenuto effettivo delle modifiche costituzionali. “Auspico che i giornali pubblichino i testi della Costituzione a raffronto, prima e dopo la riforma – ha spiegato – perché solo così i cittadini possono capire davvero cosa cambia. I principi fondamentali della nostra democrazia non vengono toccati e la magistratura rimane indipendente da qualsiasi potere dello Stato”.

L’avvocato Ravagnan ha invece posto l’accento sull’obiettivo di intervenire sulle dinamiche interne alla magistratura. “La riforma mira a contrastare il correntista, cioè quelle logiche di potere che negli ultimi anni hanno inciso su carriere e trasferimento- ha affermato -. L’intento è rafforzare l’autonomia della magistratura e restituire fiducia ai cittadini.

Anche Bernabei ha posto quella che definito “la domanda di fondo”: “Un imputato si sente davvero tutelato se chi lo giudica è collega di chi lo accusa? La riforma punta proprio a rafforzare la terzietà effettiva del giudice”. Bernabei ha ricordato come il tema abbia radici storiche: “Già prima della Costituzione repubblicana ne parlava Giacomo Matteotti, che era stato eletto proprio nel collegio di Ferrara”.

Il vicesegretario Fersini, ha sottolineato invece come il partito (Forza Italia) abbia scelto di sostenere il comitato civico piuttosto che promuovere una struttura politica.

“A livello nazionale Forza Italia ha deciso di non creare un comitato di partito, ma di sostenere Cittadini per il Sì, nato spontaneamente e presieduto dalla senatrice Francesca Scopelliti, storica compagna di Enzo Tortora. È una scelta che dimostra la volontà di mantenere il confronto sul merito della riforma”, ha spiegato.

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