di Francesco Rendine*
Ritengo utile in questo particolare momento rendere pubblica questa riflessione relativamente alla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco” che ha colpito profondamente l’opinione pubblica italiana. In particolare la decisione di allontanare la madre dai propri figli ha suscitato sgomento e molte domande tra i cittadini.
Ogni sentenza italiana è pronunciata “in nome del popolo italiano”. È una formula che richiama un principio fondamentale della nostra Costituzione: la sovranità appartiene al popolo e la giustizia ne è una delle espressioni più alte. Proprio per questo motivo, quando lo Stato interviene nella relazione più delicata e profonda che esista — quella tra una madre e i suoi figli — il livello di attenzione, prudenza e trasparenza dovrebbe essere massimo.
Nessuno mette in discussione l’indipendenza della magistratura, che è un pilastro dello Stato di diritto. Ma l’indipendenza non può significare distanza dalla sensibilità della società, soprattutto quando le decisioni riguardano bambini e il diritto fondamentale alla famiglia.
Molti cittadini si chiedono come sia possibile che, in una vicenda così dolorosa, la soluzione sia stata quella di separare ulteriormente una madre dai propri figli. È davvero questa l’unica strada possibile? Sono state esplorate tutte le alternative che potessero tutelare i minori senza infliggere una ferita così profonda?
Il principio giuridico del “superiore interesse del minore” è giustamente al centro del nostro diritto. Ma proprio perché è un principio così importante, deve essere interpretato con grande equilibrio, umanità e senso della realtà.
Quando decisioni così drastiche generano sconcerto in una parte significativa dell’opinione pubblica, non si tratta di populismo o emotività: si tratta di una richiesta di comprensione, trasparenza e responsabilità.
La giustizia non vive solo nelle norme e nei tribunali, ma anche nella fiducia dei cittadini. Ed è proprio quella fiducia che oggi molti italiani sentono il bisogno di vedere rafforzata.
*Consigliere comunale Civica Alan Fabbri
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