Politica
8 Marzo 2026
L'intervento di Paola Peruffo del direttivo provinciale di Fratelli d'Italia in occasione dell'8 marzo: "La libertà delle donne non è una battaglia di parte"

“Non dimentichiamo le vittime del fanatismo religioso”

di Redazione | 2 min

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di Paola Peruffo*

L’8 marzo non può essere una celebrazione vuota, né un rituale fatto solamente di mimose e parole di circostanza. È una giornata che impone verità, responsabilità e coraggio. Soprattutto oggi, mentre il mondo attraversa uno dei momenti più drammatici degli ultimi anni e troppe donne continuano a vivere private dei diritti più elementari.

Nelle ultime settimane l’attenzione dei media si è concentrata sull’intervento armato di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano e sulle conseguenti ritorsioni con missili e droni lanciati da Teheran verso i Paesi del Medio Oriente. Poco, a mio avviso, è stato sottolineato riguardo alle decine di migliaia di persone arrestate e le centinaia di giovani uccisi durante le manifestazioni di gennaio: oltre 7.000 i morti accertati, mentre si ipotizza un numero potenzialmente molto più alto di vittime, arrestati e feriti.

E se la condizione dei giovani è drammatica, quella delle donne iraniane è ancora più insopportabile. Donne private della libertà di scegliere, di studiare, di lavorare, di muoversi, di esprimersi, costrette a vivere sotto norme discriminatorie che ne limitano ogni spazio di autonomia personale.

Donne che rischiano la vita per una ciocca di capelli scoperta, per una parola fuori posto, per la semplice richiesta di essere considerate persone e non proprietà dello Stato. Di fronte a tutto questo non si può fingere neutralità morale.

La speranza è che la fine del regime degli ayatollah possa aprire una stagione nuova per il popolo iraniano e soprattutto per le sue donne, che da anni combattono con coraggio una battaglia di civiltà che riguarda il mondo intero. Allo stesso modo, non possiamo continuare a dimenticare le donne di altri paesi in cui vigono regimi dominati dal fanatismo religioso, come l’Afghanistan, dove le donne continuano a essere escluse dalle scuole ed estromesse dal lavoro.

Fratelli d’Italia ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di manifestare pubblicamente per difendere i diritti delle donne afgane, perché la libertà non è un principio selettivo e i diritti umani non possono dipendere dalla latitudine. L’8 marzo serve anche a questo: a ricordarci che esistono donne che non lottano per un riconoscimento professionale o per un equilibrio tra carriera e famiglia – come è giusto che sia – ma per il diritto di esistere come esseri umani liberi.

Celebrare l’8 marzo significa tenere insieme queste due dimensioni: la difesa dei diritti fondamentali dove vengono brutalmente negati e l’impegno quotidiano per costruire una società più giusta e moderna. Perché la libertà delle donne non è una battaglia di parte; è il termometro della civiltà di una Nazione.

*direttivo provinciale Fratelli d’Italia

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